Paolo Gentiloni chiude le porte a Vladimir Putin. “Per essere chiari, da parte della presidenza italiana del G7 non c’è alcun invito al presidente Putin a partecipare al vertice di Taormina“, “prospettiva che al momento mi pare irrealistica“, ha detto il premier rispondendo a una domanda alla conferenza stampa a Londra con il primo ministro britannico Theresa May, sottolineando tuttavia la necessità di “fare ogni sforzo possibile sul terreno del dialogo” con Mosca, anche attraverso la presidenza italiana del G7.

La partecipazione della Russia al gruppo dei Paesi con le economie più sviluppate al mondo era stata sospesa il 24 marzo 2014, in seguito “all’illegale tentativo del Cremlino di annettere la Crimea“, si leggeva in un comunicato congiunto di Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Giappone e Canada al termine di una riunione tenuta all’Aia, in Olanda. Mosca era entrata a far parte del gruppo – che per questo da G7 era diventato G8 – nel 1997.

Le  diplomazie sono al lavoro, ma i tempi si fanno sempre più stretti e le sanzioni imposte a Mosca sono il principale ostacolo. Il 26 e 27 maggio a Taormina l’Italia ospita il G7: nel caso in cui si riuscisse a riportare i russi nel formato del G8, la riunione dei grandi del mondo potrebbe vedere l’esordio dell’inedito asse Vladimir Putin-Donald Trump.

Il presidente del Consiglio ha incontrato a Londra la prima ministra britannica per affrontare i grandi temi del momento: sul tavolo al numero 10 di Downing Street i futuri rapporti fra Londra e l’Unione europea  all’indomani del via libera ai negoziati sulla Brexit arrivato mercoledì dalla Camera dei Comuni; le crisi in atto in Medio Oriente; il dossier sui flussi migratori e e quello sulla Libia; i rapporti con la Russia; la presidenza di Donald Trump negli Usa. Nella capitale britannica anche il ministro della Difesa Roberta Pinotti, che ha avuto un colloquio con l’omologo d’oltremanica Michael Fallon.