Stop alla guerra“. Dopo tre notti di scontri e di tensioni nella banlieue parigina di Aulnay-sous-Bois, Théo, il ragazzo vittima delle violenze della polizia, ha lanciato un appello alla calma. Dal suo letto d’ospedale, durante la visita del presidente Francois Hollande, il ventiduenne ha rivolto un messaggio ai concittadini. “So quello che sta accadendo. Amo la mia città e quando tornerò vorrei ritrovarla come l’ho lasciata. Quindi, ragazzi, stop alla guerra. Pregate per me”. I quattro agenti che, secondo le accuse, hanno fermato il ragazzo, per poi pestarlo e sodomizzarlo con un manganello, sono stati messi sotto inchiesta: uno per stupro e altri tre per violenze di gruppo.

La vicenda di Théo ha alzato la tensione nella banlieue a nord di Parigi fin dal week-end, quando sono state bruciate delle auto e il quartiere è rimasto al buio dopo il sabotaggio della rete elettrica pubblica. Nella notte tra lunedì e martedì gli scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine sono ripresi e hanno portato a 26 arresti, scrive Le Parisien. Il quotidiano francese parla anche di 11 auto e 23 cassonetti dei rifiuti bruciati, un fast food danneggiato da un incendio e un garage distrutto. Il dipartimento di Polizia ha dichiarato che “gli agenti hanno dovuto più volte sparare colpi in aria” per placare la protesta. Ora nella banlieue non sono in corso nuove manifestazioni, ma la situazione rimane tesa.

Nel pomeriggio di lunedì 500 persone hanno invece partecipato a una marcia pacifica, per manifestare la loro solidarietà al giovane Théo. Giovedì scorso il 22enne, dopo essere stato fermato per un controllo, è arrivato in commissariato con il volto tumefatto e “importanti lesioni” che “corrispondono chiaramente” all’introduzione di un manganello nel retto del giovane, come ha confermato il referto medico dell’ospedale di Aulnay. Una versione avvalorata anche dalle immagini di videosorveglianza della polizia municipale e da diversi testimoni. “I poliziotti non facevano che insultarmi – ha raccontato il giovane alla tv Bfm – Sapevo che dove ci trovavamo non c’erano telecamere, sono riuscito a divincolarmi e sono arrivato dove c’erano. Non ho tentato di fuggire”. L’agente accusato di stupro si è difeso parlando di un “incidente”.

Nel pomeriggio, dopo la terza notte di proteste, il presidente francese, Francois Hollande, ha fatto visita al 22enne vittima delle violenze. “Tenevo a venire a trovare Théo e la sua famiglia. Ha reagito con dignità e responsabilità. La giustizia sta indagando e andrà fino in fondo. Ho un pensiero per Théo che ha avuto un comportamento esemplare“, ha detto Hollande, come riporta Le Parisien. Il giornale pubblica anche una foto del presidente vicino al ragazzo ferito: nell’immagine Hollande stringe la mano di Théo ricoverato nel suo letto d’ospedale con una maglia dell’Inter. Poi l’appello del ragazzo per il ritorno alla normalità.