Bentornati a Ten Talking Points, l’unica rubrica che vi ha sempre (sempre) detto che il Milan al massimo sarebbe arrivato sesto.
(1 fantasma. E comunque non arriverà neanche sesto).

1. Il Napoli, a Bologna, è stato accecante. Ac-ce-can-te. Mertens, Hamsik, e Insigne divini, Che Gue Sarri sugli scudi, Siani campione del mondo. Uno spettacolo prodigioso. Ecco: la Juve, su questo Napoli, ha nove punti di vantaggio. Il suo strapotere è assoluto. Chi dubitava dello scudetto bianconero cambi sport. E chi criticava Allegri per aver osato perdere una Supercoppa ai rigori, o magari un match a Firenze, si dia al curling. Con agio atarassico.

2. L’Inter non esce minimamente ridimensionata. Anzi: poteva pareggiare, ha preso gol nel momento migliore e ha giocato alla pari con la Juve (a tratti pure meglio, soprattutto nel primo tempo). Pioli sta facendo cose incredibili. L’Inter vale Roma e Napoli: i giallorossi sono lontani (calcolando i 3 punti con la Viola), il Napoli no. Terzo posto possibile. Gravissima l’eliminazione in Coppa Italia con la Lazio: i nerazzurri potevano vincere il torneo.

3. Questa rubrica esce prima di Roma-Fiorentina perché la Roma ha già vinto. Della demolizione del Crotone con la Juve neanche parlo. Bologna vittoria o pareggio con il Milan. Aspettare non ha senso, giacché tutto è scritto. Come i libri di Moccia.

4. Quando vedi Zapata capitano del Milan, capisci che l’unica salvezza per l’umanità è un meteorite.

5. Già, Zapata. Questo bell’omino, che ha sempre l’espressione di Alfano quando gli chiedono di recitare il Foscolo, ha pure avviato l’azione che ha portato al rigore della Sampdoria. Stupido il fallo di Paletta, sin lì migliore dei suoi. Il Milan ha avuto sfortuna, ma è anche vero che spesso nel girone d’andata ha vinto senza troppi meriti. Il calcio toglie e il calcio dà: ora, ai rossoneri, toglie. E toglierà. Senza Bonaventura tutto è tragedia. Di positivo si è visto a sprazzi il vezzoso Deulofeu (anche un palo) e il mirabile Suso, che ha predicato nel deserto dispensando assist divini (vergognoso l’errore di Lapadula). Montella ne ha perse 4 di fila – compresa la Coppa Italia – e tra Bologna e Lazio farà al massimo due punti. Tempo un mese e qualcuno ne chiederà l’esonero. Tutto è dolore.

6. Molto efficace l’imitazione di Massimo Ceccherini proposta da Lichtsteiner, che ha accolto la sostituzione con un bestemmione che ha prontamente spettinato tutto il sagrato. Si vola.

7. Il quinto posto sarà cosa tra Lazio e Atalanta, sempre più encomiabili. Sia dunque media lode per entrambe le compagini.

8. I rovesci strazianti di Bologna e Pescara ribadiscono come, d’ora in poi, sette partite su dieci saranno inutili. Finiamola con ‘sta cazzata della serie A a 20 squadre, via. La chiese nel secolo scorso Gaucci e pure lui scherzava. Basta, su.

9. Dopo le ultime partite di Klopp, i pubblicitari della Mokka si sono depressi così tanto che Orfini, guardandoli, in confronto si è sentito quasi Jim Carrey.

10. Conte regna, Ranieri no. Quest’ultimo è addirittura a rischio esonero. Il calcio non ha memoria. La sfiga, invece, ne ha sempre troppa.

P.S. Ho scritto il punto “7” solo per dimostrare a Nardella che conosco la parola “compagine”.