Scaffali vuoti e avvisi di razionamento nei supermercati britannici. Due fra le più importanti catene del Paese, Tesco e Morrisons, stanno limitando la quantità acquistabile di alcune verdure, fra cui insalata e broccoli, a causa dei problemi di approvvigionamento dovuti in particolare “all’ondata di maltempo che ha colpito la Spagna“. I clienti possono comprare un numero limitato di confezioni: un limite importo per evitare che qualcuno faccia incetta, in quanto si teme che questo problema duri per molto tempo. In rapido aumento anche i prezzi: Lidl ad esempio ha portato quelli della lattuga da 42 pence a 1,19 sterline. Un portavoce della premier conservatrice Theresa May ha detto che il governo è a conoscenza della situazione e che il Department for Environment, Food and Rural Affairs (Defra) la sta “tenendo sotto controllo”.

La produzione di verdure in calo e prezzi in crescita – L’aumento dei prezzi delle verdure, secondo la Coldiretti, si sta verificando anche in Italia, considerata insieme a Madrid il principale fornitore di ortofrutta dell’Unione Europea. L’associazione degli agricoltori italiani spiega che i prezzi delle verdure fresche spingono l’inflazione italiana su livelli record dal 2013, con un aumento al consumo del 20,1% a gennaio 2017 rispetto allo scorso anno. La Coldiretti sottolinea che la “tempesta perfetta” nel mercato delle verdure provocata dalle pessime condizioni meteo che ha investito soprattutto Spagna e Italia rischia di avere effetti fino alla prossima primavera con l’arrivo dei nuovi raccolti, anche per la nuova ondata di perturbazioni in Europa. Per effetto del maltempo anche in Grecia e la Francia, i prezzi delle verdure, soprattutto di quelle a foglia, sono aumentati significativamente in tutta Europa visto che la produzione è drammaticamente calata e – precisa la Coldiretti – non riesce più a coprire i fabbisogni soprattutto in Paesi forti importatori come la Gran Bretagna e l’Irlanda ma anche in quelli scandinavi del nord Europa. In Francia si sono impennate le quotazioni dei porri mentre in Spagna – rileva la Coldiretti – l’aumento dei prezzi ha provocato un crollo dei consumi stimato pari al 40% rispetto a prima dell’arrivo del maltempo ed anche in Italia c’è stata una flessione degli acquisti rispetto al trend positivo che aveva segnato il 2016.

Le principali aree agricole europee più colpite dal maltempo – Una delle zone maggiormente colpite è quella di Murcia che è l’area dove si concentra maggiormente la produzione di ortaggi invernali spagnoli. In Italia nel mese di gennaio – dice la Cia-Agricoltori italiani – le coltivazioni agricole hanno subito danni stimati in oltre 700 milioni di euro che hanno colpito aree dalle quali proviene la stragrande maggioranza degli ortaggi invernali consumati nel nostro Paese. Dalla Puglia alla Basilicata, dalle Marche al Lazio, dall’Abruzzo al Molise, dalla Sicilia alla Calabria, dalla Campania alla Sardegna sono decine di migliaia le aziende agricole che hanno perso le produzioni di ortaggi invernali prossimi alla raccolta, dai carciofi alle rape, dai cavolfiori alle cicorie, dai finocchi alle scarole, per effetto del gelo che ha bruciato le piantine, ma – sottolinea la Coldiretti – sono saltate molte le consegne di verdure salvate per i problemi di viabilità. Gravi sono anche i danni che si sono verificati sugli agrumeti così come per i vigneti di uva da tavola che hanno ceduto sotto il peso della neve le cui conseguenze sul mercato – precisa la Coldiretti – potranno essere verificate solo nei prossimi mesi.

“Attenzione agli aumenti ingiustificati dei prezzi della frutta” – La Coldiretti avverte, però, che diversi prodotti sono già stati raccolti da tempo come mele, pere e kiwi e non sono dunque giustificabili eventuali rincari mentre rialzi alla produzione dovuti all’aumento dei costi di riscaldamento delle serre o alla ridotta disponibilità di alcuni prodotti orticoli danneggiati dalle gelate non possono essere un alibi per speculazioni che danneggiano i produttori agricoli e i consumatori in una situazione in cui i prezzi triplicano dal campo alla tavola. “Occorre vigilare che non vengano spacciati prodotti stranieri come nazionali per giustificare aumenti non dovuti e per fare acquisti di qualità al giusto prezzo”, fanno sapere dall’associazione dei coltivatori. A tale proposito, sempre la Coldiretti ha elaborato un vademecum per la frutta e la verdura: è consigliabile, infatti, verificare l’origine nazionale del prodotto per essere sicuri della stagionalità, preferire le produzioni locali che non siano soggette a lunghi e difficili trasporti  privilegiare gli acquisti diretti dagli agricoltori. Un modo – conclude la Coldiretti – per aiutare in un momento di difficoltà l’agricoltura di vaste aree del Paese.