Avviata procedura per la sospensione a divinis di Don Andrea Contin, il parroco accusato di aver organizzato orge in canonicacoinvolgendo amanti e altri sacerdoti. Lo ha annunciato il vescovo di Padova, monsignor Claudio Cipolla. “Sono incredulo e sofferente – ha detto – ma sto agendo perché anche se alla fine di questa vicenda non ci fosse rilevanza penale, canonicamente siamo in dovere di prendere dei provvedimenti disciplinari“. Il vescovo sa di avere l’appoggio di Papa Francesco: “Sabato 28 alle 18.30 mi ha telefonato il Pontefice e mi ha incoraggiato a essere forte nel portare avanti questo doloroso e impegnativo momento della Chiesa padovana”.

Monsignor Cipolla ha spiegato come delle “indagini dirette” sono state svolte anche dal tribunale ecclesiastico, lontano dal “clamore mediatico”. “Le conclusioni a cui sono arrivato mi fanno soffrire ma sono necessarie: questi fatti rendono don Contin non idoneo ad esercitare la sua missione. Per questo motivo ho aperto una proceduta per la sospensione ‘a divinis’ in attesa di approfondire questioni che potranno portare alla sua dimissione dalla vita clericale”, ha chiarito il vescovo. Procedura di sospensione, collaborazione con la magistratura e maggiori risorse per il tribunale ecclesiastico. Queste le mosse deciso da mons. Cipolla e approvate anche da Papa Francesco: “In questi giorni sono state tante le attestazioni di vicinanza che vorrei condividere con tutti voi. Tra queste, quella del Pontefice ha un valore particolare per me”.

Il vescovo ammette che la diocesi padovano non ha avuto pace da quando “la vicenda nei mesi di dicembre e gennaio è esplosa”. Però, sottolinea, “come Chiesa avevamo già fatto dei passi in precedenza. Abbiamo ricevuto delle segnalazioni, inizialmente anonime, perché creavano disagio a chi si dichiarava. In questo caso diventa fondamentale tutelare la riservatezza e verificare l’attendibilità per appurare le responsabilità personali. Un atto scritto e autografato è arrivato a fine maggio e un altro a metà ottobre. Da qui è partita l’indagine del tribunale ecclesiastico ed è stato consigliato alle persone che si sono rivolte a noi di rivolgersi alla magistratura direttamente”.

“Per far fronte a questa situazione – ha detto ancora Cipolla – ho messo a disposizione del tribunale ecclesiastico più risorse per velocizzare le indagini preliminari e affrontare eventuali altri casi. Nell’arco di qualche settimana istituirò una commissione indipendente per l’ascolto di osservazioni o denunce contro religiosi e operatori pastorali in genere e sarà attivata una linea telefonica e una mail dedicata attraverso la quale sarà possibile prendere degli appuntamenti personali. Ma come sempre, se si tratta di reati con possibili rilievi penali, invitiamo tutti a rivolgersi direttamente alla magistratura”.

“La Chiesa non possiede gli strumenti idonei per intervenire in fatti penalmente rilevanti, noi possiamo dare il coraggio a chi fosse incerto”, ha aggiunto il vescovo. “Non provo rancore ma dispiacere e dolore e starei volentieri in silenzio come un padre di fronte ad figlio caduto in disgrazia – ha poi concluso – ma stiamo lavorando per fare chiarezza comunicando con trasparenza tutto quello che è possibile comunicare. La nostra chiesa padovana sa di guardare i suoi mali nella misura in cui si apre ed incontra chi ha bisogno”.