“La decisione del governo degli Stati Uniti di colpire il popolo iraniano è un affronto a tutte le persone di questa grande nazione”, per questo il governo iraniano “per proteggere la sacralità e la dignità di tutti i cittadini dell’Iran in patria e all’estero” e “per proteggerne i diritti”, “attua il principio di reciprocità”. In un comunicato diffuso questa sera e anticipato dalla tv pubblica Irib, il ministero degli Esteri di Teheran risponde a Donald Trump, che ha deciso di sospendere il programma di ammissione dei rifugiati di Obama e l’ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di sette paesi musulmani per tre mesi. Tra questi, c’è anche l’Iran insieme a Siria, Libia, Iraq, Somalia, Sudan e Yemen. Il governo iraniano ha inoltre annunciato “un attento monitoraggio degli effetti a breve e medio termine” sui cittadini della decisione del governo degli Stati Uniti di sospendere i visti ai cittadini iraniani assieme a quelli di altre nazioni musulmane. Il tutto rimarcando il “rispetto per il popolo d’America“, facendo “distinzione tra esso e le politiche ostili del governo Usa”. Per Teheran, la decisione di bloccare l’ingresso nel paese ai cittadini di alcuni paesi musulmani è “un grande dono agli estremisti e ai loro sostenitori” e in questo modo Trump dimentica il ruolo dei “suoi alleati regionali nello sviluppo di gruppi estremisti come l’Isis“.

Al fine di “monitorare l’attuazione della decisione e sviluppare strategie appropriate e coerenti con gli interessi nazionali in circostanze particolari”, il governo iraniano – riferisce la nota del ministero degli Esteri – ha creato un organismo presso il ministero degli Esteri con la partecipazione delle autorità interessate. Allo stesso tempo “sono state impartite direttive a tutte le missioni diplomatiche e consolari all’estero”. E a seguito dell’ordine esecutivo, l’Austria sta annullando i visti per gli iraniani diretti negli Stati Uniti, compresi i membri delle minoranze non musulmane. “I visti 300 persone, tra cristiani ed ebrei, hanno dovuto essere annullati”, ha detto Thomas Schnoell, portavoce del ministero degli Esteri austriaco. Fino ad ora, l’Austria ha agito come una sorta di intermediario per gli Stati Uniti, che non ha un’ambasciata in Iran. Utilizzando il visto, i migranti prima arrivavano in Austria, per poi proseguire verso la loro destinazione finale negli Usa. “In tutto sono circa 30 le persone già in Austria, che saranno interessate dalla nuova politica degli Stati Uniti”, ha aggiunto Schnoell.