“Non si può andare avanti con il ‘letargo’ della Commissione Affari costituzionali del Senato“. È la denuncia di ‘Riparte il futuro‘, la comunità digitale promossa da Libera e Gruppo Abele per sconfiggere la corruzione e promuovere la trasparenza in Italia. I lavori sono rimasti bloccati per via della caduta del governo Renzi e per la successiva nomina di Anna Finocchiaro a ministro per i rapporti con il Parlamento nel governo Gentiloni. Finocchiaro era presidente della Commissione ed è stata sostituita pro-tempore dal senatore Ncd Salvo Torrisi. Intanto, sottolinea ‘Riparte il futuro’, sono rimasti fermi molti provvedimenti importanti, dalla protezione dei whistleblower alla regolamentazione del lobbying, dal testo sui conflitti d’interesse alle disposizioni in materia di cittadinanza.

“Non è accettabile che si prosegua con questo ‘letargo’ sino a ora ‘giustificato’ dalla lunga pausa natalizia del Parlamento”, si legge nel comunicato di ‘Riparte il futuro’, che chiede al presidente del Senato Piero Grasso di “darsi una sveglia” e nominare un nuovo presidente. “Chiunque sarà, dovrà stabilire delle necessarie priorità se vorrà portare a casa almeno qualche risultato prima della conclusione della Legislatura. La Commissione – secondo la comunità – si è spesso dimostrata un ‘porto delle nebbie‘ capace di bloccare provvedimenti urgenti e attesi per lo sviluppo democratico del Paese”.

‘Riparte il futuro’ si riferisce ai molti provvedimenti che sono fermi in Commissione Affari Costituzionale, a partire da quello sulla protezione dei whistleblower: “Approvato alla Camera il 21 gennaio 2016, la Commissione al Senato ha iniziato la discussione a ottobre ma poi tutto si è di nuovo bloccato. Il 14 dicembre scadeva il termine per la presentazione degli emendamenti”. I whistleblower, cioè coloro i quali segnalano malfunzionamenti o illeciti sul posto di lavoro, “sono universalmente riconosciuti come uno strumento fondamentale per far emergere frodi e corruzione. In Italia non sono protetti pur rischiando mobbing, gravi ritorsioni e la perdita del posto di lavoro”, denuncia il comunicato.

Poi c’è il ddl Orellana sulla regolamentazione del lobbying, presentato il 12 giugno 2014 e “diventato il testo base in materia di regolamentazione dell’attività dei portatori di interesse”. ‘Riparte il futuro lo ritiene un “tema prioritario” e denuncia: “Il 27 aprile scadeva il termine per la presentazione degli emendamenti, poi il provvedimento non è quasi stato più discusso”. Storia simile per il ddl sui conflitti di interessi, trasmesso dalla Camera il 29 febbraio 2016: “È fermo e non se ne discute più dall’inizio di ottobre”. Ultima discussione il 12 aprile 2016 invece per le disposizioni in materia di cittadinanza, “il provvedimento che introdurrebbe in Italia lo ius soli“.

Il comunicato segnale anche il provvedimento sullo “scioglimento degli organi delle aziende sanitarie locali ed ospedaliere per infiltrazioni mafiose“. Per ‘Riparte il futuro’ è “importante, considerata la rilevanza dei fenomeni criminali e corruttivi nell’ambito sanitario”. Presentato dalla senatrice Pd Doris Lo Moro nel 2013, “la discussione è al palo dal 3 aprile 2016”. Infine un ultimo provvedimento, presentato da Lorenzo Battista, senatore M5s, sugli identificativi delle forze dell’ordine. “Il provvedimento – spiega il comunicato – prevede di assegnare codici identificativi alfanumerici per il riconoscimento delle forze dell’ordine in servizio. Dopo un’articolata discussione è fermo dal 7 settembre 2016″.