Ventisei vittorie consecutive in casa, nuovo record assoluto della Serie A: la Juventus meglio della Juventus, Massimiliano Allegri meglio di Antonio Conte, con cui condivideva il primato precedente. I bianconeri allo Juventus Stadium sono praticamente imbattibili: non c’era bisogno del 3-0 al Bologna per capirlo. L’ennesimo successo casalingo è servito per riscrivere un’altra statistica negli annali di un campionato che a gennaio pare già assegnato: la Juve ha migliorato di una vittoria il suo stesso record di 25 vittorie di fila che risaliva al 2013-2014. Allora 19 le aveva firmate Conte, Allegri aveva solo completato la serie; stavolta la striscia è tutta del tecnico toscano.

Le inseguitrici che speravano che il 2017 potesse regalare qualche sorpresa sono rimaste deluse: anzi, sono state loro, dal Napoli alla Roma passando per le milanesi, a balbettare e a strappare un successo di misura negli ultimi secondi. Per la Juventus l’anno nuovo è cominciato esattamente com’era finito il vecchio: una vittoria comoda, in una partita senza storia indirizzata già dopo pochi minuti e praticamente chiusa all’intervallo. Non c’è da stupirsi, del resto: gennaio è storicamente uno dei mesi migliori per Massimiliano Allegri. Le sue squadre sono sempre andate forti alla ripresa, nel 2016 i bianconeri fecero cinque su cinque dopo la sosta e promettono di bissare l’en plein anche quest’anno. E poi la Juventus giocava in casa.

Già, il fattore Juventus Stadium, che ha cambiato la storia bianconera (e anche della Serie A): l’inizio del ciclo di Antonio Conte è coinciso con l’apertura dello stadio di proprietà. Da quell’11 settembre 2011, da quel 4-1 con il Parma, niente è stato più lo stesso nel calcio italiano. Fra le mura amiche i bianconeri sono semplicemente imbattibili: ci hanno messo un anno e mezzo per perdere la prima volta (3-1 contro l’Inter di Stramaccioni, che si sarebbe poi dissolta nel nulla); in totale l’hanno fatto appena tre volte in 105 partite. Praticamente conquistano tre punti per il semplice fatto di giocare in casa: un fattore tale da indirizzare gli ultimi cinque campionati (con quello in corso facciamo pure sei).

Solo indirizzare, però. Perché poi gli scudetti si vincono soprattutto fuori casa. Sembra quasi una provocazione, dopo un record del genere. Eppure è così: perché anche Roma e Napoli, le rivali principali degli ultimi due anni, in casa sono una macchina da guerra. Nel 2015/2016, per dire, la squadra di Sarri al San Paolo aveva fatto un punto in più dei bianconeri a Torino; alla fine, però, ha chiuso a meno 9. Stesso discorso per il campionato in corso: pure i giallorossi di Spalletti sono a punteggio pieno all’Olimpico, 9 vittorie su 9 partite. La distanza si scava in trasferta: lontano dalle mura amiche, sui campi sporchi di periferia dove le piccole si esaltano e le pseudo-grandi spesso si smarriscono. La Roma, per esempio, non vinceva fuori dall’Olimpico (il derby contro la Lazio non fa testo) addirittura dal 26 ottobre contro il Sassuolo; il Napoli ha steccato in ben cinque occasioni, come la Lazio. Invece i bianconeri, pur avendo perso i due scontri diretti con le milanesi a San Siro (a cui bisogna sommare lo scivolone di Genova), restano solidi, implacabili. E questo veramente fa la differenza. Le buone squadre sono forti soprattutto in casa, la Juventus ovunque.
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