“Non è possibile che sia successa una cosa del genere in pieno giorno e a due passi dalla Questura“. Queste le parole del papà di Zhang Yao, la ragazza cinese trovata cadavere il 9 dicembre scorso, dopo essere stata travolta da un treno mentre rincorreva i tre malviventi che l’avevano appena rapinata. L’uomo è intervenuto durante la commemorazione alla stazione di Tor Sapienza a pochi passi da dove è stato rinvenuto il cadavere della figlia ventenne, scomparsa nella sera del 5 dicembre. Il Campidoglio ha preso contatti con la comunità cinese a Roma ed i familiari di Zhang Yao. Secondo quanto si apprende, nei prossimi giorni la sindaca Virginia Raggi vedrà il padre della ragazza e i rappresentati della comunità cinese.

“Era venuta qui per amore verso la vostra cultura – ha detto il padre – e per portare l’amicizia del popolo cinese. Non è possibile che l’Italia sia così, che si trasformi in un inferno. Ora vogliamo solo la verità”. Da parte sua è arrivata anche la conferma che il cellulare ritrovato dall’operatore di “Chi l’ha visto?” era quello della studentessa che frequentava un corso all’Accademia di belle arti. E proprio domani le attività didattiche della scuola sono sospese in omaggio alla memoria della ragazza. A stabilirlo è una nota della direttrice della scuola, Tiziana D’Acchille. Domani mattina, alle 10, invece, la chiesa di Santa Maria Porta Paradisi, celebrerà una messa in suffragio. Sempre in mattinata, infine, gli studenti dell’istituto stanno organizzando una manifestazione per ricordare la loro compagna durante la quale lanceranno alcuni palloncini bianchi dal cortile dell’Accademia.

Secondo gli inquirenti, ha perso la vita dopo essere stata travolta da un treno mentre rincorreva i tre malviventi che l’avevano appena derubata. “Lo smartphone era nel posto dove è stato rinvenuto il cadavere”, ha spiegato la troupe del programma televisivo a margine della cerimonia di commemorazione della giovane alla stazione, mostrando al padre anche la foto del telefonino ritrovato. Gli inquirenti, che stanno portando avanti le indagini per catturare i rapinatori della studentessa, stanno effettuando gli accertamenti e verifiche di rito sul telefonino.

“Grazie a tutti per aver voluto ricordare mia figlia. Durante il viaggio ho pensato tanto. Sapevo che era sparita e pensavo ad un rapimento per riscatto, mai mi sarei immaginato di andarla a riconoscere in obitorio. Aveva ancora gli occhi aperti e le macchie di sangue addosso. Ho cercato di scuoterla”. È il racconto del genitore pronunciato durante la cerimonia che la comunità cinese ha organizzato oggi alla stazione di Tor Sapienza per rendere omaggio alla studentessa.

“Un proverbio cinese dice: ‘è una tragedia quando una persona con i capelli bianchi deve salutare una persona giovane che se ne va prima di lei’ – dice visibilmente emozionato – non so come sia potuta accadere una tragedia simile a mia figlia. Prego tutti di aiutare la polizia per scoprire come è morta veramente mia figlia. Rintracciamo il prima possibile questi tre ladri per capire come è morta. Ho fiducia nella polizia italiana, spero che la verità venga fuori. Io ho perso mia figlia ma per la sicurezza di tutti noi spero si possa fare qualcosa. Da papà voglio la verità, non solo per la mia famiglia e per mia figlia, ma per tutti voi”.