La Corte Sportiva d’Appello della Figc ha accolto il ricorso della Roma contro le due giornate di squalifica inflitte dal giudice sportivo mediante la prova tv a Kevin Strootman dopo la lite con Cataldi nel derby con la Lazio. Il centrocampista olandese sarà regolarmente a disposizione per le gare contro Milan e Juventus, decisive per le sorti del campionato dei giallorossi. La Roma è al momento seconda a pari merito proprio con i rossoneri, e si trova a 4 punti di distanza dalla vetta, per ora saldamente in mano ai bianconeri. L’esito delle prossime due partite potrà dunque cambiare notevolmente la fisionomia della classifica di Serie A e il tecnico Spalletti rischiava di doverle affrontare senza uno dei suoi centrocampisti migliori.

Strootman era stato squalificato in quanto costituisce “condotta gravemente antisportiva“, ai fini dell’applicazione della Prova Televisiva, “l’evidente simulazione che determina l’espulsione diretta del calciatore avversario”. La Roma ha invece ha sostenuto l’inammissibilità della prova tv e soprattutto che l’arbitro avesse visto l’episodio. In altre parole, secondo la difesa della Roma, “gli organi di giustizia sportiva” non avevano “il potere di rivalutare la portata di un evento refertato dal direttore di gara”.

La vicenda a cui ci si riferisce è quella della lite tra Strootman e Danilo Cataldi durante il derby di domenica 4 dicembre. Dopo l’esultanza del calciatore olandese per aver segnato il gol che ha sbloccato la gara a favore della Roma, è scoppiata la rissa con il centrocampista della Lazio. Cataldi ha tirato Strootman per il colletto, reo secondo lui di avergli tirato l’acqua della bottiglietta da cui stava bevendo. Il calciatore giallorosso è caduto a terra forse accentuando il gesto, il direttore di gara ha espulso Cataldi. La presunta simulazione di Strootman era stata la causa della prima squalifica per due giornate tramite prova tv.

La Corte ha sostenuto l’ammissibilità della prova tv in tutti i casi di simulazione, ma “la norma federale in questione pretende che la simulazione abbia il carattere dell’evidenza, nel senso che la condotta simulatoria del calciatore non sia stata, in alcun modo, determinata dal comportamento di un avversario”. In questo caso non si può invece escludere che “sulla caduta a terra del calciatore Strootman abbia inciso la condotta del calciatore Cataldi consistita nella trattenuta della maglia del primo“. Pertanto la Corte non poteva entrare “nel merito della sussistenza del rapporto tra causa ed effetto in un determinato episodio simulatorio”. In sostanza, anche con la prova tv non è stato possibile stabilire quanto la trattenuta di Cataldi abbia influenzato sulla caduta di Strootman. Perché fosse evidente la simulazione, il calciatore sarebbe dovuto cadere a terra senza neanche essere stato sfiorato dal suo avversario.