Forse a qualcuno sfugge che in questo Paese possano esistere persone libere da schieramenti di partito, da interessi, da finalità personali o di gruppo, da opportunismi e arrivismi.

Abbiamo sentito le prime dichiarazioni, e tante altre ne seguiranno, di “leader” politici che oggi cavalcano l’onda di questo risultato referendario: il Pd stesso lo farà sbattendoci in faccia sensi di colpa che non sono i miei. Chi oggi è deluso dall’esito referendario, non può che riflettere sull’arroganza e l’abuso di un potere che questa volta è stato fermato dal basso. Chi invece esulta a capo di questo o quel partito politico, non considera che per tante donne e uomini di questo paese, giovani e anziani, questo No è stato un Sì alla Costituzione e alla sua attuazione, non ai loro partiti.

Abbiamo sentito tanti “grazie” e io non ci sto. Perché io, e sono convinta di essere in buona compagnia, dico NO anche a Salvini, Grillo, e Brunetta. Perché in tanti pensiamo che la lotta non sia terminata, che il risultato non sia raggiunto, che abbiamo salvato ciò che ci è più caro, la nostra “bussola”, come la chiamava Don Gallo; ma siamo consapevoli che, tirato questo sospiro di sollievo nel non veder schiacciato il nostro spazio di democrazia, la strada sia ancora lunga e faticosa, e che il vero obbiettivo è far sì che quello spazio democratico tracciato dalla Costituzione sia reale, e non fittizio o di facciata.

C’è chi ha votato No, con un ideale che va ben oltre l’idea di nuove elezioni e nuovi vincitori. C’è chi ha votato con un ideale di giustizia sociale che in Italia non esiste, con i partigiani nel cuore, con senso civico e quell’emozione antifascista che sempre ci commuove. C’è chi ha votato No con grande senso di responsabilità e libertà di pensiero, con la sensazione pressante che non sia più il tempo di stare a guardare, di lasciarsi manipolare. Mentre i capricci, le ripicche “democratiche”, le ostentazioni di vittoria e la corsa alle poltrone, la mancanza totale di autocritica da parte di un partito distrutto dalle sue stesse maschere, l’atteggiamento sarcastico e ancora arrogante dei suoi sostenitori (che pensano di potersi definire “militanti”), trovo sia il triste epilogo raggiunto da questa ennesima e malsana idea di stravolgere la Costituzione. Chi è causa del suo male, pianga se stesso, si dice.

Trovo che il più grande rimpianto del Pd debba essere quello di aver capovolto e mischiato ogni carta identificativa, creando una confusione politica e partitica senza precedenti, come candeggina che scolora e strappa, e lava via ogni vissuto condiviso con chi oggi non si sente nemmeno parte del suo stesso ecosistema.

Voglio ricordare alcune parole di Don Gallo che, quelle sì, rappresentano il mio voto, come credo quello di molti altri:
“La mia bussola è la Costituzione, l’articolo 3 in cui si parla della differenza tra previdenza e assistenza, della tutela della parità della donna lavoratrice, del lavoro minorile, della sicurezza sul lavoro: questa è la legalità da difendere. Qualche mese fa ero a Piombino per un incontro sul drammatico tema dei morti sul lavoro, e in quell’occasione abbiamo riletto l’articolo: “Tutti i cittadini – recita – hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Be’, allora, chi è che non ha rispetto della legalità? Chi disattende la Costituzione o chi protesta perché la Costituzione viene disattesa? È ora che i partiti capiscano quale ruolo dà loro la Costituzione e non mettano il cappello ai movimenti. La nostra è una Res publica, è di tutti. A partire dai giovani che devono essere coinvolti in prima persona nel processo di rinnovamento di questa democrazia e di difesa della Costituzione. La Costituzione è stata fatta per i giovani, per tutti i giovani che verranno.”

Non siano quindi così devoti a tutti, i vari Salvini, Brunetta, e Grillo; non pensino di mettere il cappello ai movimenti e all’espressione libera di tanti cittadini che si impegnano ogni giorno contro ogni piccolo grande sopruso di potere. Sappiano che molti di quei No, non sono certo a loro disposizione; mai potranno appropriarsene, e sempre si esprimeranno contro qualunque forma di fascismo, razzismo, negazione di diritti, diseguaglianza sociale, abuso di potere, privazione di libertà.