Ospedali “fuori uso” ad Aleppo est dopo i pesanti bombardamenti delle ultime ore. Gli Stati Uniti mettono in guardia la Siria e la Russia contro le “azioni atroci” su Aleppo. In una nota della Casa Bianca, il consigliere per la sicurezza nazionale Susan Rice condanna i bombardamenti che hanno distrutto gli ospedali, aggiungendo che “il regime siriano e i suoi alleati, la Russia in particolare, sono responsabili delle conseguenze immediate e di lungo termine di tali azioni”. Mosca deve “immediatamente” fermare le violenze e consentire l’arrivo degli aiuti umanitari per i civili.

Le versioni sulle condizioni degli ospedali della parte orientale della città, però, sono diverse: la direzione sanitaria di Aleppo e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) riferiscono che “tutte le strutture sono fuori servizio”, mentre l’Osservatorio siriano per i diritti umani fa sapere che alcune strutture sono ancora funzionanti ma molti residenti hanno paura a utilizzarle a causa delle esplosioni. “Questa distruzione di infrastrutture essenziali per la vita lascia il popolo assediato, compresi tutti i bambini, gli anziani e le donne, senza alcuna struttura sanitaria che offra cure in grado di salvare vite evitando loro di morire”, afferma la direzione sanitaria di Aleppo in una dichiarazione inviata alla Reuters da un funzionario dell’opposizione.

Sui bombardamenti, è intervenuta anche Medici senza frontiere che afferma in un comunicato che i danni agli ospedali colpiti nelle ultime 48 ore “sono enormi”. Diverse strutture “hanno dovuto interrompere le attività. L’ospedale pediatrico è stato attaccato per la seconda volta, tre piani sono distrutti e ora non è più in funzione”. L’organizzazione medica internazionale prosegue affermando che secondo alcuni dei medici che Msf sostiene nell’area “è la peggiore campagna di bombardamenti degli ultimi anni“. Con pochi medici rimasti e le forniture che non possono entrare, il sistema sanitario è in ginocchio e non sappiamo quanto potrà reggere ancora, prosegue il comunicato.

La rappresentante dell’Oms in Siria, Elizabeth Hoff, ha riferito che un gruppo di agenzie umanitarie guidate dall’Onu con base in Turchia “ha confermato oggi che tutti gli ospedali di Aleppo est sono fuori servizio”. Diverse le informazioni fornite dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo cui appunto ci sono ospedali ancora funzionanti, ma la gente non li utilizza per paura. La parte orientale di Aleppo è controllata dall’opposizione e assediata dall’esercito. Intensi raid aerei continuano a colpire Aleppo est da martedì, quando l’esercito siriano e i suoi alleati hanno ripreso le operazioni dopo una pausa durata settimane. Venerdì hanno lanciato attacchi di terra contro postazioni dell’opposizione.

La tv di Stato siriana, il 15 novembre, ha riferito che l’aviazione aveva preso di mira “roccaforti e depositi di rifornimento di terroristi” ad Aleppo. Con il termine terroristi il governo indica tutti i ribelli. La Russia, dal canto suo, sostiene di avere compiuto raid aerei solo in altre parti della Siria. Tanto Mosca quanto Damasco hanno negato di prendere di mira deliberatamente ospedali e altre infrastrutture civili durante la guerra, che è cominciata nel 2011 e alla quale si è aggiunta l’aviazione russa a settembre del 2015.