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Corruzione in Ucraina, il pm: “L’ex n. 2 di Zelensky consultava un’astrologa per decidere le nomine statali. Lei gli consigliò di fuggire all’estero”

Indagato su un presunto riciclaggio nella costruzione del residence di lusso "Dynasty", per Andriy Yermak la Procura ha chiesto l'arresto o una cauzione da 3,5 milioni di euro
Corruzione in Ucraina, il pm: “L’ex n. 2 di Zelensky consultava un’astrologa per decidere le nomine statali. Lei gli consigliò di fuggire all’estero”
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Sul telefonino era registrata come “Veronika Fengshui Office“. Il suo nome è Veronika Anikievich, ha 51 anni, vive a Kiev e dice di essere un’astrologa. Secondo la Procura nazionale anti-corruzione (Sapo), quando era capo staff di Volodymyr Zelensky Andriy Yermak si consultava con lei prima di ogni nomina ai vertici delle istituzioni. Avrebbe continuato a farlo anche dopo che l’inchiesta “Midas” ha scosso il governo facendo dimettere due ministri e lo stesso ex braccio destro del leader ucraino. Indagato nell’inchiesta su un presunto riciclaggio nella costruzione del residence di lusso “Dynasty, per Yermak il procuratore Valentyna Hrebenyuk ha chiesto l’arresto con la possibilità di rilascio dietro il pagamento di una cauzione da 180 milioni di grivne (3,5 milioni di euro).

Nota anche come “Veronika Danilenko”, la donna sui social si definisce “consulente astrologica” e si presenta come titolare del canale Telegram “Lunar Hours“. “Usando le mie conoscenze ed esperienze in astrologia – scrive -, aiuto le persone a fare chiarezza sui processi della loro vita”. Yermak, ha riferito il pm davanti all’Alta Corte anti-corruzione chiamata a decidere sulla misura, la consultava su due temi in particolare. Prima del 10 novembre 2025, giorno in cui scattano le prime perquisizioni e il governo inizia a traballare, la chiamava per chiedere consigli sulle nomine: secondo Hrebenyuk, il braccio destro di Zelensky avrebbe inviato a Veronika le date di nascita dei candidati, chiedendo un suo parere professionale. Così, sostiene l’accusa, sarebbero maturati gli incarichi di Oleg Tatarov a vice capo dell’Ufficio presidenziale, di Viktor Liashko a ministro della Salute e di Ihor Lysy a capo del Dipartimento di Stato per gli Affari.

Yermak continua a rivolgersi a Veronika anche dopo che, nel novembre 2025, il presunto giro di tangenti per 100 milioni di dollari sugli appalti di energia e difesa viene alla luce e il suo nome comincia a essere accostato all’indagine. Il 24 dicembre “Andrey 2025” invia sul telefono della donna un messaggio composto di soli due nomi: “Klimenko, Krivonos”. Il primo è Oleksandr Klimenko, capo del Sapo. Il secondo è Semen Krivonos, direttore della Nabu, l’Ufficio nazionale anti-corruzione. Ovvero i due organismi che stanno conducendo l’inchiesta.

“Negli ultimi mesi non avete reagito e non avete risposto agli attacchi – risponde Veronica, stando al messaggio letti dal procuratore del Sapo in aula -. Vi stanno tormentando psicologicamente entrambi. La situazione sta peggiorando, ma voi tacete. Cosa deve succedere perché iniziate ad agire? Quando avranno finito di divorare voi, inizieranno a divorare lui. Se continuate con la strategia dello struzzo, sarà proprio così. La situazione è questa: o voi o loro”, termina il messaggio letto dal magistrato, che non ha spiegato per quale motivo Veronika parli di due persone e chi sia quel “lui”.

“Fiala, Ukrainska Pravda, Tkach, Musayeva, Zheleznyak, Arakhamia, Goncharenko. Sono pronto a tutto. Sarò pronto domani”, risponde poco dopo Yermak. A cosa si riferisce? Tomas Fiala è il e proprietario del quotidiano Ukrainska Pravda, che negli ultimi anni ha raccontato in anticipo molti dei fatti poi finiti nell’inchiesta. Mykhailo Tkach è il capo del suo team investigativo, Sevgil Musayeva è la sua direttrice responsabile. Yaroslav Zheleznyak è un deputato del partito d’opposizione Holos, noto per le sue denunce pubbliche contro la corruzione, vera spina nel fianco del governo. David Arakhamia è il leader del gruppo parlamentare di Servitore del Popolo, il partito di Zelensky, mentre Oleksiy Goncharenko è un parlamentare della forza di opposizione Solidarietà Europea, aspro critico della presidenza.

A quel punto la donna sembra suggerirgli di seguire le orme di Timur Mindich, altro socio di Zelensky ai tempi della sua carriera televisiva, fuggito in Israele il 9 novembre, poche ore prima che scattassero le prime perquisizioni. “In questo momento ti preoccupi dei documenti e dell’arresto – replica la donna -. È spiacevole, ma per ora non ci sono prove concrete contro di te. A quel punto avrai il diritto morale e legale di distruggerli. Ma se loro saliranno al potere, agiranno con maggiore severità e non avrai più né un amico che ti garantisca protezione, né ampi poteri. La cosa migliore sarebbe se riuscissi ad andare per l’estero. Pensaci”.

Ma c’è anche un’altra storia che emerge dalle acque smosse dall’inchiesta. Il 23 agosto 2022 il Tribunale distrettuale di Obukhiv sequestrò 726 metri cubi di sabbia che, si legge nel decreto, sarebbe stata “estratta illegalmente in un cimitero vicino ai binari ferroviari nella città di Ukrainka, distretto di Obukhiv, nella regione di Kiev” e scaricata in un terreno di proprietà della Bloom Development LLC “nel villaggio di Kozyn“. La società è quella che possiede il terreno della località a una cinquantina di km a sud della capitale sui cui sorge il complesso “Dynasty”.

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