Crolli e disagi anche a Roma, dove la scossa di terremoto di magnitudo 6,5, registrata questa mattina alle ore 7,40 nella zona compresa fra Perugia e Macerata, è stata avvertita distintamente. La gente spaventata è scesa in strada in diverse zone della città e fin dai primi istanti ha inoltrato centinaia di chiamate ai Vigili del Fuoco: alle 16 erano già 120 gli interventi effettuati, con 380 ancora in attesa. Nel pomeriggio la sindaca, Virginia Raggi, ha assicurato in un post su Facebook che il sisma “a Roma non ha prodotto danni gravi” ma che in via cautelativa “l’amministrazione intende chiudere le scuole domani (31 ottobre, ndr) in modo tale che i tecnici e i responsabili della sicurezza possano andare ad effettuare tutte le verifiche per vedere e valutare se il terremoto ha comportato lesioni o comunque danni gravi. Quindi le giornate di domani e dopodomani saranno utilizzate proprio per effettuare queste ispezioni”.

Molti i disagi per la viabilità cittadina nel corso della giornata: in mattinata è stato chiuso un tratto della tangenziale est, da scalo di San Lorenzo a viale Castrense in direzione San Giovanni per verifiche tecniche sulla strada; la circolazione è ripresa intorno alle 16, solo su una corsia. Chiusa momentaneamente anche via Flaminia, da via Fracassini a via Canini, per la caduta di cornicioni e il cavalcavia in Via Chierchia, a Ostia, a causa di crepa. Riaperta invece la circolazione su Ponte Vittorio.

Nella mattinata sono state interrotte due delle linee metropolitane della Capitale, la metro A e la metro B, per verifiche tecniche. Rallentamenti anche sulla metro C, sulle linee ferroviarie urbane di Termini-Centocelle, Roma-Lido e Roma-Viterbo.

Alla Protezione civile sono arrivate segnalazioni di crolli, crepe e intonaco a terra in alcuni palazzi della zona Sud di Roma, in particolare nel quartiere S. Paolo. Due palazzi di Circonvallazione Clodia, nella zona nord-ovest di Roma, sono stati evacuati a scopo precauzionale in seguito a una lesione. Gli edifici, però, non hanno subito danni strutturali. A Marconi l’ascensore di una palazzina in via Bartolomeo Cristofori si è disallineato tra i piani, inizialmente si temeva che fosse precipitato a causa della scossa. I vigili urbani sono intervenuti in via Caravaggio per un edificio lesionato, cornicioni crollati anche in via Merulana e via del Vignola.

Anche il patrimonio artistico ha subito gli effetti del sisma: la basilica di San Paolo Fuori le Mura è stata chiusa per tutta la mattinata a causa di una crepa sul frontone e al distacco di uno dei supporti che sostiene un grosso candelabro. Lesioni anche sulla cupola capolavoro del Borromini di Sant’Ivo alla Sapienza a Roma. La chiesa, uno degli esempi più maestosi dell’arte barocca, è stata chiusa per la riapertura di alcune crepe preesistenti nella cupola. Il parroco della basilica di San Lorenzo ha segnalato alcuni calcinacci a terra in una delle navate che è stata precauzionalmente chiusa. Verifiche anche sul Colosseo e sull’intera area archeologica di Roma dove fortunatamente la soprintendenza ai Beni culturali non ha riscontrato danni.

Chiese chiuse a scopo precauzionale anche appena fuori dalla Capitale: si tratta di San Giovanni Battista a Morlupo, San Biagio e San Giovanni a Sacrofano. Chiuso momentaneamente anche un ex convento di suore a Cesano romano. Verifiche anche nel palazzo del comune di Castelnuovo di Porto e in 10 immobili tra Mentana e Monterotondo.