La festa della Befana di Piazza Navona si deve fare. Anche se il Municipio I, quello del centro storico, proprio non vuole sapere. Anche se persino l’avvocatura capitolina ribadisce la “mancanza dei tempi necessari per lo svolgimento della procedura”. Anche se questo significherà il ritorno dei Tredicine e dei loro associati, che la vecchia giunta di Ignazio Marino aveva fatto di tutto per allontanare. Il Comune guidato dal Movimento 5 stelle andrà fino in fondo: in assemblea verrà presentata e approvata una mozione per impegnare la Giunta a trovare una maniera per rifare la fiera. E se questo proprio non sarà possibile, verranno gettate le basi per il prossimo bando. Anzi, per il futuro il Comune ha intenzione di strappare la competenza della rassegna al Municipio per poterla gestire in maniera autonoma.

La sintesi del tavolo in Commissione commercio sul mercatino natalizio di Piazza Navona, che si trascina ormai da inizio settembre, è una vera e propria guerra tra il Comune (a guida M5s) e il Municipio I (uno degli unici due della Capitale rimasti in mano al Partito Democratico). Oggetto del contendere è la tradizionale festa della Befana, che negli ultimi due anni non si è fatta per ragioni diverse: nel 2014 i vincitori non avevano ritirato la licenza, in segno di protesta nei confronti dell’ex sindaco Marino che aveva cercato di spezzare il monopolio del “cartello” della famiglia Tredicine; nel 2015 un bando era stato pubblicato ma subito annullato in autotutela per evidenti vizi formali.

Ora la nuova amministrazione di Virginia Raggi ha intenzione di ripristinarlo. Non il Municipio, però, che si appella alla scadenza dei 90 giorni di preavviso previsti dalla normativa e sostiene che per il 2016 ormai non se ne possa far nulla. Alla fine il Comune ha deciso di forzare la mano: proverà a metter su a tempo di record l’evento. Andando allo scontro frontale con il Municipio: “Potevate intervenire in continuità e non lo avete fatto, aspettando che scadessero i termini. Come minimo si tratta di incapacità assoluta”, l’accusa del presidente della Commissione e consigliere 5 stelle, Andrea Coia. “Avevamo scritto a luglio per chiedere un incontro alla Raggi e siamo stati ignorati, le colpe sono vostre”, la risposta di Tatiana Campioni, assessore di Municipio.

La conclusione della Commissione è quella di presentare una richiesta formale al Dipartimento commercio per verificare se ci sono i margini per predisporre una festa temporanea per quest’anno, con un avviso pubblico fatto direttamente dal Comune in virtù dei poteri sostituivi che la normativa gli riconosce. Così verrebbero accontentate le decine di ambulanti che continuano a pressare il Campidoglio.

In realtà a riguardo la stessa avvocatura capitolina è molto scettica: “Anche se i contenuti di tale bando fossero già predisposti, appare difficile che ciò possa realizzarsi per l’edizione 2016/2017, per mancanza dei tempi necessari per lo svolgimento della procedura”, il parere messo nero su bianco dai tecnici. Ma tant’è, almeno un tentativo verrà fatto. L’idea sarebbe quella di partire dal bando 2015 (l’ultimo disponibile), eliminare gli elementi più controversi che hanno portato al suo annullamento, magari rivedere alcuni criteri sulla merceologia (cassando ad esempio gli stand di bigiotteria) “per garantire alti standard di qualità e di decoro”, assicura Coia. A 48 o 72 banchi, non c’è preclusione: la Sovrintendenza ha dato via libera a entrambe le planimetrie. Questo, come tutto quanto del resto, è ancora da definire, in quella che resta comunque una corsa contro il tempo quasi disperata.

Intanto già si guarda avanti, e lo scontro tra Comune e Municipio si dilata nel tempo. “Visti i precedenti e questo atteggiamento ostruzionistico, forse in futuro è più opportuno che la manifestazione passi nelle mani del Comune”, ha affermato Coia. Parole che esplicitano la volontà di strappare la fiera al Municipio per avocarla al gabinetto del sindaco: la modifica della delibera 35 che la regolamenta è già in corso.

Inutile dire che il Municipio non è affatto d’accordo: il Consiglio si è espresso per mantenere la competenza. “Daremo battaglia”, promette l’assessora Campioni. “Noi non ci stiamo a veder tornare in piazza e nel nostro quartiere tutto ciò che abbiamo combattuto negli ultimi anni. In ogni caso di recente sono state approvate delle nuove prescrizioni, la fiera com’era in passato non potranno riaverla”. La mozione in Commissione, comunque, verrà approvata all’unanimità, Partito Democratico compreso. A dimostrazione che la festa di Piazza Navona (e i suoi ambulanti) non sta a cuore solo al Movimento 5 stelle.

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