“Il pil programmatico non è una scommessa. E’ la stima dell’effetto che la manovra produce sul prodotto”. Così il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in audizione in Parlamento sulla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, ha risposto alla bocciatura arrivata lunedì dall’Ufficio parlamentare di bilancio e ai rilievi di Bankitalia e Corte dei Conti. “Il governo conferma il suo quadro programmatico per il 2017, con la crescita all’1%”, ha detto il titolare del Tesoro”. La stima “è ottimistica secondo alcuni, ambiziosa secondo altri, ma realizzabile. Anche noi consideriamo che questo obiettivo sia ambizioso perché abbiamo il dovere di esserlo. Questa ambizione è sostenuta da una manovra che dà un boost, una spinta alla crescita”, per ora “più lenta di quanto desiderabile” a causa del “rallentamento dell’economia globale ed europea insieme all’insufficiente azione di riforma dell’economia italiana negli anni precedenti la crisi”.

Non finisce così, però, perché i parlamentari di opposizione – Forza Italia, Lega, M5S, Fratelli d’Italia, Sinistra italiana-Sel, Conservatori e riformisti – presenti in commissione Bilancio a Montecitorio hanno raccolto le firme necessarie per chiedere che Padoan venga nuovamente audito “per illustrare i motivi per i quali ritiene di confermare le proprie valutazioni ovvero ritiene di conformarle a quelle dell’Upb in merito alla nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def)”, come prevede l’articolo 18 della legge 243 del 2012 nei casi in cui “l’Ufficio esprima valutazioni significativamente divergenti rispetto a quelle del governo”. E in serata il Tesoro ha fatto sapere che Padoan “illustrerà con ulteriori dettagli le ragioni e gli ambiti di intervento sottostanti le stime presentate nel quadro programmatico della nota di Aggiornamento al Def”, perché “le valutazioni dell’Upb sono state elaborate sulla base di informazioni contenenti un livello di dettaglio della manovra evidentemente non ritenuto sufficiente, per apprezzarne compiutamente l’impatto sul prodotto”.

Intanto il presidente della commissione Bilancio di Montecitorio, Francesco Boccia, ha auspicato uno slittamento del voto parlamentare sulla Nota, previsto per l’11 ottobre: “Prendiamoci, entro il 15 ottobre, data della trasmissione e presentazione a Bruxelles da parte del governo del Documento programmatico di bilancio, tutto il tempo di cui abbiamo bisogno per visionare le integrazioni che il Mef vorrà inserire alla nota di aggiornamento al Def e fare le opportune analisi prima del voto finale della risoluzione, nel rispetto delle regole condivise che tutti insieme ci siamo dati e tutto insieme abbiamo il dovere di rispettare”, ha detto il deputato dem.

La bocciatura dell’Upb e la conferma di Padoan – L’Ufficio incaricato di vigilare in modo indipendente sui conti pubblici e Palazzo Koch hanno entrambi evidenziato che appare troppo ottimistico lo scostamento dello 0,4% tra la crescita tendenziale – quella a politiche invariate, stimata in un +0,6% – e l’aumento del pil programmatico, cioè quello che secondo il governo l’Italia metterà a segno grazie alle misure di stimolo che saranno inserite nella legge di Bilancio attesa entro la fine della prossima settimana. Stando alla Nota, il programmatico volerà appunto al +1 per cento. Questo grazie, ha riassunto Padoan, ai “due assi” intorno ai quali sarà costruita la legge di Bilancio: la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia (quelle che prevedono l’aumento automatico dell’Iva per recuperare 15 miliardi), che secondo l’esecutivo spingerà il pil addirittura dello 0,3%, e il “rilancio della crescita”. Insieme ovviamente allo “sforzo per le riforme“, che però “richiedono tempo per dispiegare appieno il loro effetto”. Tra le “misure aggiuntive per sostenere la crescita” che saranno inserite in manovra, Padoan ha elencato “gli incentivi agli investimenti, all’innovazione, alla ricerca e sviluppo, il supporto alle piccole e medie imprese, i maggiori investimenti pubblici, le iniziative di sostegno alla famiglia e alle pensioni basse“.

“Moltiplicatori elevati, ma potrebbero essere sottostimati” – “I moltiplicatori“, cioè appunto l’impatto stimato della manovra, “sono elevati, soprattutto in una fase di tassi di interesse zero e di vicinanza della deflazione. Ma non sono sovrastimati, siamo molto sicuri che casomai siano sottostimati, quindi ci potrebbero essere delle sorprese positive, come si dice in gergo”. “La manovra – ha aggiunto Padoan – è costruita con la cura spesso invocata dal presidente della Bce e che ieri è stata richiamata durante l’audizione della Banca d’Italia”.

impatto-manovra

“Ferma intenzione di proseguire con privatizzazioni”. Nonostante il flop – Sul fronte del debito, che quest’anno aumenta al 132,8% del pil e nel 2017 è previsto in calo lievissimo (132,5) più che altro per effetto della appunto “ottimistica” previsione di crescita del prodotto, Padoan ha ripetuto quanto scritto nell’introduzione alla Nota: “Per ridurlo resta ferma l’intenzione del governo di proseguire con il programma di dismissioni del patrimonio immobiliare e di privatizzazioni, frenato quest’anno dalle condizioni di elevata volatilità dei mercati”. Peccato che il documento stesso attesti che i proventi dalla vendita di quote di società pubbliche si fermeranno quest’anno allo 0,1% del pil (circa 1,6 miliardi) contro lo 0,5% previsto in precedenza e dal mattone di Stato arriveranno solo 750 milioni.