Proporzionale e senza alcun premio di maggioranza. Rappresentativa dei cittadini, quindi con preferenze e circoscrizioni medio piccole. La legge elettorale pensata dal Movimento 5 stelle nella mozione presentata alla Camera dei deputati ha queste caratteristiche principali. Che cancellano l’Italicum. Sette le firme in calce al documento: sono quelle degli onorevoli Dieni, Cecconi, Cozzolino, Dadone, D’Ambrosio, Nuti e Toninelli. Un sistema assai simile a quello presentato dai grillini nel settembre di 3 anni dopo un’assemblea congiunta di senatori e deputati del Movimento.

Da Matteo Renzi arriva quella che sembra un’apertura: “Noi siamo totalmente disponibili a cambiare – ha detto il presidente del Consiglio a margine dell’Assemblea generale dell’Onu – ora aspettiamo Berlusconi e Salvini, così tutte le posizioni sono chiare in campo e poi faremo le modifiche”. Ma “non credo che Appendino e Raggi siano d’accordo se no non sarebbero state elette”. Le modifiche avverranno dopo il referendum costituzionale? “La discussione parlamentare – ha risposto Renzi – viene gestita dal Parlamento, il governo ha dato disponibilità a intervenire nei modi e nei tempi che il Parlamento verrà”.

In serata Pd e Area Popolare annunciano di aver trovato l’accordo su una mozione comune, grazie alla “convergenza di tutta la maggioranza per presentare un testo comune che confermi l’impegno di Renzi alla disponibilità ad un lavoro del Parlamento per modificare l’Italicum”, ha fatto sapere il presidente del gruppo Pd alla Camera Ettore Rosato al termine della riunione di maggioranza. Forza Italia e Lega Nord, invece, hanno fatto sapere che non presenteranno mozioni.

Il contenuto e i motivi della proposta di legge – Un sistema elettorale con formula proporzionale da applicarsi in circoscrizioni medio-piccole, spiegano i pentastellati “oltre a garantire rappresentatività e vicinanza agli elettori favorisce l’aggregazione fra le forze politiche piccole e medio-piccole, spingendole a mettere insieme le loro idee, se conciliabili, dentro forze politiche più grandi ma coese e favorisce l’omogeneità interna dei partiti e dei movimenti disincentivando frantumazioni e scissioni”. Non solo. A leggere la mozione dei sette deputati del Movimento 5 stelle, “un sistema elettorale con formula proporzionale da applicarsi in circoscrizioni medio-piccole, rispettando i voti che gli elettori esprimono sulla base delle liste locali, a livello nazionale evita di disperdere i seggi tra forze politiche troppo piccole e premia naturalmente le forze politiche maggiori, così favorendo l’emersione di una maggioranza parlamentare effettivamente voluta dai cittadini, a differenza di quella prodotta dagli artifici giuridici del premio nazionale previsto dal cosiddetto Porcellum e dal cosiddetto Italicum“.

“La governabilità ottenuta col premio è artificiale e instabile” – Secondo la mozione di M5S invece “il meccanismo del premio subordinando l’elezione del Parlamento a quella del Governo produce un risultato antidemocratico e autoritario; la governabilità ottenuta col premio è una governabilità totalmente artificiale e quindi, paradossalmente, “instabile” e precaria perché si fonda sull’illusione che investendo del potere una sola persona tutti i problemi siano sol per questo risolti. Mentre la governabilità costruita dal basso produce decisioni stabili, la governabilità imposta dall’alto produce decisioni immediate ma precarie, poiché le leggi sono il frutto di decisioni solitarie di Governi appoggiati da un Parlamento privo di forza di rappresentanza reale”.

“Italicum va cancellato, governo Renzi sembra composta da dilettanti allo sbaraglio” – A margine della presentazione della mozione, i deputati grillini della commissione Affari costituzionali hanno spiegato le linee guida della loro proposta e attaccato sia l’Italicum che chi lo ha concepito: “L’Italicum va cancellato tout court in quanto non è una legge migliorabile perché è antidemocratica e incostituzionale – hanno detto – Il governo Renzi sembra composto da un gruppo di dilettanti allo sbaraglio perché non è stato neanche in grado di scrivere una buona legge elettorale, dopo la bocciatura del Porcellum da parte della Consulta”. A chi facevano notare che con questa legge elettorale a esser favorito sarebbe proprio il Movimento, i deputati hanno sotolineato che “non ci piace l’Italicum, a prescindere dal fatto che possa farci vincere le elezioni o meno, perché a noi sta di più a cuore l’interesse dei cittadini, che devono essere adeguatamente rappresentati in Parlamento sia alla Camera che al Senato”.

Morra: “Chi ha votato la fiducia all’Italicum deve riconoscere che le dimissioni del governo sono obbligate” – “Se ora chi ha votato la fiducia all’Italicum la pensa diversamente, che è lecito, deve però immediatamente riconoscere che le dimissioni dell’esecutivo sono obbligate: modificare una qualunque legge, dopo averla approvata con la fiducia, è atto che solo gli schizofrenici possono accettare come se nulla fosse”. Parola del senatore M5s Nicola Morra, che sulla sua pagina Facebook ha attaccato chi ultimamente sta chiedendo modifiche all’Italicum dopo averne votato la fiducia.  “Oggi – ha ricorda Morra – in tanti si riempiono la bocca di legge elettorale, sia perché arriva in aula la mozione di Sel -in cui si chiede al Governo di impegnarsi a modificare la legge stessa per come ribadito dalla Consulta quando ha bocciato il Porcellum-, sia perché la stessa Consulta ha fatto sapere che si pronuncerà sulla costituzionalità dell’Italicum dopo il referendum e non il 4 ottobre, come molti avrebbero voluto. Ma allorquando il Governo poneva la questione di fiducia su una legge antidemocratica perché non rispettosa dell’uguaglianza del voto di ogni elettore, allorquando noi ci sgolavamo ribadendo che era una violazione palese dei diritti costituzionali dei cittadini, dov’erano coloro che oggi ci chiedono consensi e sostegno?”. “Perché non ritiravano le loro delegazioni da tutte le amministrazioni locali in cui governavano con quella stessa maggioranza che ora viene accusata delle peggiori schifezze? Noi una nostra proposta di legge elettorale, elaborata con gli stessi elettori, il ‘democratellum‘, l’abbiamo presentata – conclude – e siamo stati sbeffeggiati da chi ha solo e soltanto saputo imporre la sua volontà grazie alla questione di fiducia!”. 

Area Popolare: “Chiederemo mozione comune di maggioranza” – Una mozione comune di maggioranza che, senza entrare nel merito, determini l’impegno “a modificare in tempi certi l’Italicum”. E’ questa la proposta che i gruppi parlamentari di Area Popolare hanno avanzato al Pd. “Lavoriamo da qui a domani per presentare una mozione comune di maggioranza. Se non sarà possibile presenteremo noi una mozione“, ha spiegato il capogruppo alla Camera Maurizio Lupi. “Non vogliamo mettere in difficoltà nessuno ma passare dalle parole del premier al lavoro parlamentare” ha aggiunto Laura Bianconi.