Non c’è solo l’inconcludenza del vertice di Bratislava dietro lo strappo di Matteo Renzi su immigrazione e crescita. Il presidente del consiglio non è stato invitato – o è stato invitato tardivamente, secondo alcune ricostruzioni – alla conferenza stampa finale tenuta da Angela Merkel e Francois Hollande, a rimarcare la centralità dell’asse franco-tedesco nel’Ue. Che arriva meno di un mese dopo la celebre foto di Ventotene, scattata il 22 agosto a bordo della portaerei Garibaldi a sancire – nelle intenzioni del presidente del consiglio – la guida a tre dell’Europa post Brexit.

Secondo diversi retroscena sui quotidiani di sabato, Merkel e Hollande avevano organizzato una irrituale conferenza stampa congiunta con un occhio alle rispettive opinioni pubbliche – entrambi i Paesi vanno al voto nel 2017 – ma anche per rimarcare la centralità del loro ruolo nelle decisioni che contano. Certo, i due leader hanno avuto parole di elogio per il collega italiano, magari cercando di scontare in anticipo la sua prevedibile irritazione. Ed è comunque la prima volta, nota il Corriere della Sera, che Merkel e Hollande tengono un briefing congiunto al termine di un vertice da quando quest’ultimo si è insediato all’Eliseo.

Così Renzi ha rovesciato il tavolo, improvvisando una conferenza stampa in proprio, nella quale ha pesantemente attaccato i contenuti del vertice. “Non posso fare una conferenza stampa con Merkel e Hollande non condividendo le conclusioni come loro” ha affermato. “Non è un fatto polemico”. Per poi rimarcare quanto si sentisse insoddisfatto “sulle conclusioni “su crescita e immigrazione”. Nel mirino, in particolare, il Fiscal Compact e l’atteggiamento verso la Turchia. Ma il giorno dopo la sparata dell’inquilino di Palazzo Chigi una fonte del governo tedesco, parlando con l’Ansa, ha precisato che la roadmap di Bratislava “è stata condivisa e concordata da tutti e 27″ i leader presenti. La stessa fonte rimanda allo “spirito di collaborazione” sottolineato nella conferenza stampa dalla Merkel e ribadisce che l’agenda dei prossimi mesi è stata approvata all’unanimità.

E così, sul fronte interno, l’opposizione attacca. “Renzi non ha più il consenso degli italiani e non ha un’autorevolezza a livello internazionale, quindi o chiede aiuto agli altri Stati per mantenere lo status quo oppure si vede scavalcare più volte come accaduto oggi nel vertice Ue in cui abbiamo visto ancora una volta Hollande e Merkel coalizzarsi con le loro assurde teorie economiche che di nuovo danneggeranno l’Italia”, ha commentato per i 5 Stelle il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, ospite al Movimento Five Festival in corso a Pescara.