Ci saranno nuove bombe e nuovi sabotaggi. Lo scrivono nero su bianco gli anarco-insurrezionalisti della Federazione Anarchica Informale. Una risposta da dare allo Stato e un gesto di solidarietà nei confronti dei sette anarchici arrestati lo scorso 6 settembre con l’accusa di appartenere al gruppo terroristico (leggi). Un bersaglio già individuato: il pm di Torino Roberto Sparagna che ha coordinato la maxi operazione della Digos “Scripta Manent“, un affresco su oltre 20 anni di storia dell’anarco-

Indagati nell'indagine "Scripta Manent"
Indagati nell’indagine “Scripta Manent”

insurrezionalismo italiano. Una storia fatta di scontri ideologici, attentati, teoria dell’attacco alle istituzioni e genesi della lotta armata.

“La solidarietà come la intendiamo noi – si legge in un nota apparsa su un sito anarchico – è quella che si fa azione, il continuare a portare avanti gli attacchi e le pratiche per le quali i compagni sono stati arrestati. Pratiche che a tutti appartengono”. Poi un’accusa inquietante: “Il mandante di questa operazione, e ci teniamo a ripeterlo, è il pm di Torino Roberto Sparagna“, quasi ad indicare un potenziale obiettivo da colpire.

Già il giorno dopo gli arresti avvenuti in tutta Italia, gli esperti dell’antiterrorismo della Digos di Torino avevano lanciato l’allarme sul pericolo attentati all’estero contro obiettivi istituzionali, in un’ottica di solidarietà internazionale con i compagni italiani arrestati.