Ha convocato gli assessori, ma anche alcuni consiglieri comunali e persino presidenti di Municipio: tutti radunati in Campidoglio, per capire come muoversi a questo punto. A poche ore dalle dimissioni dell’assessore al Bilancio Marcello Minenna, e dalla revoca della nomina del capo di gabinetto, Carla Raineri, la sindaca Virginia Raggi ha riunito praticamente l’intera maggioranza pentastellata – o meglio una parte di essa – chiamata ad amministrare Roma dopo aver trionfato alle elezioni di giugno. “Stiamo lavorando per individuare delle personalità di rilievo che possano contribuire al rilancio della città. Non ci fermiamo”, ha detto la prima cittadina alla fine di una delle riunioni di giunta più delicate dei primi due mesi di amministrazione. Dopo le dimissioni di Minenna e la revoca del mandato di Raineri, infatti, anche i vertici dell’Atac hanno annunciato il passo indietro.

Un tema – quello delle dimissioni dell’assessore al Bilancio – che il Pd e Sinistra Italiana avrebbero voluto affrontare nel consiglio comunale programmato per le ore 15, ascoltando anche la prima cittadina. “Chiediamo che oggi stesso il sindaco Raggi venga e riferire in aula sulle dimissioni di un assessore fondamentale come quello al Bilancio, e se il Movimento 5 Stelle non dovesse accettare questa richiesta, il Pd abbandonerà l’aula”, aveva promesso in apertura di seduta Michela Di Biase, capogruppo dem. I consiglieri del M5s, però, hanno respinto la richiesta di modifica dell’ordine dei lavori, per convocare la sindaca in aula Giulio Cesare, e per tutta risposta il Pd ha lasciato il Campidoglio, insieme all’esponente di Si, Stefano Fassina. In aula è rimasto invece il centrodestra.

“Il sindaco tace e si chiude in riunione con i suoi assessori mentre noi vorremmo che venisse in aula a parlarne: la città non può rimanere immobile”, ha attaccato sempre la Di Biase, mentre fino alla tarda mattinata la notizia delle dimissioni dell’assessore al Bilancio era ignota persino ad alcuni consiglieri eletti dal M5s nella Capitale.

“L’ho appreso adesso e non ne ho idea, adesso vedremo il perché”, ha allargato le braccia Paolo Ferrara, capogruppo del M5s in consiglio comunale, entrando in Campidoglio.“Abbiamo appreso la notizia dai giornali. Adesso aspettiamo le motivazioni. Poi faremo le valutazioni del caso”, ha confermato Annalisa Bernabei, consigliera M5s, mentre Enrico Stefano, vicepresidente del consiglio comunale, prova a gettare acqua sul fuoco. “Non è una crisi ma è chiaro che la delega al bilancio è una delega pesante. Andremo avanti nel processo di ricostruzione della città e troveremo a breve persone altrettanto capaci e preparate. Mi pare che sia tutto partito da un parere dell’Anac secondo cui una nomina non andava bene”, dice il consigliere e presidente della commissione trasporti

Intanto, secondo l’Adnkronos, la revoca della nomina del capo di gabinetto Raineri e le dimissioni dell’assessore Minenna, avrebbero attirato sulla sindaca Raggi i malumori dei vertici del M5s. Sempre secondo l’agenzia di stampa, infatti, dietro il passo indietro di Minenna e la revoca di Raineri ci sarebbe una sorta di guerra tra fazioni: da un lato Minenna-Raineri, dall’altro Salvatore Romeo e Raffaele Marra, considerati vicinissimi alla sindaca e al suo vice Daniele Frongia. Una guerra che non piace affatto ai vertici pentastellati, che, sempre secondo l’Adnkronos, non escludono di chiedere in futuro alla sindaca di “resettare” alcune nomine, tornando indietro sulle scelte fatte.