La favola del maestro di tennis Willis finisce al cospetto del maestro del tennis, Roger Federer. Sul campo centrale il campione svizzero non fa sconti alla rivelazione di Wimbledon 2016, battuto in tre set senza concessioni all’immaginazione: il divario abissale tra uno dei più forti giocatori di sempre e un semi-professionista si vede tutto, in quella che assomiglia più ad un’esibizione che a una partita vera. Ma il pubblico apprezza lo stesso, in una giornata di nuovo segnata dal maltempo. Prima di loro, senza storia anche il match di Novak Djokovic, che liquida in tre set il francese Mannarino. Mentre l’azzurro Fabio Fognini avrà probabilmente bisogno di un terzo giorno per concludere il suo esordio: il suo match contro Delbonis è ancora fermo per pioggia, al terzo set (per ora 1-1 il parziale).

WILLIS, SOGNO FINITO – Nonostante il punteggio – severo e neppure quanto avrebbe potuto esserlo (Federer non ha infierito) – Marcus Willis non dimenticherà mai questa giornata: da maestro di tennis in procinto di trasferirsi negli Usa come coach, a protagonista sul centrale dell’All England Club. Miracolo di Wimbledon. Poi l’incontro con Federer non è stato neanche una partita, più che altro un’esibizione. Con Willis visibilmente emozionato, che all’inizio commette doppi falli e sbaglia persino lato del campo quando deve cambiare al servizio. Mentre lo svizzero, che fa fatica a mantenersi serio, gioca con ritmi da allenamento, non insegue più di tanto né le palle corte né i lob, non forza mai il colpo. Il primo parziale finisce a cappotto: 6-0, una secchiata di realtà in faccia ai sognatori. L’idolo di casa ci mette mezz’ora e un set intero per cancellare lo zero dal tabellino: quando vince il primo gioco esulta come avesse vinto la finale, con tanto di standing ovation del pubblico. Un po’ eccessiva forse, ma è una favola più che una partita. Solo nel terzo set il punteggio resta in equilibrio fino al 4-4, poi di nuovo con un paio di errori da dilettante e un paio di colpi da campione Federer fa il break decisivo e chiude in meno di un’ora e mezzo 6-0 6-3 6-4. Dal punto di vista agonistico, il match è stato buono fino a un certo punto per tastare le condizioni fisiche di Federer: la schiena sta bene, come dimostrano i tanti smash in torsione di rovescio. Meno bene, ancora un po’ bloccati, quasi timorosi, sono apparsi gli spostamenti in diagonale. Ma va anche detto che lo svizzero ha giocato al 20% delle sue possibilità. Willis, invece, è uscito tra gli applausi. Probabilmente contro un altro avversario avrebbe anche potuto giocarsela sulle ali dell’entusiasmo, e regalarsi un altro turno a Wimbledon. Ma la vera vittoria è stata proprio affrontare re Roger sul campo centrale.

DJOKOVIC VA DI CORSA – Mentre c’è chi ancora deve completare il suo esordio, il campione in carica e favoritissimo è già al terzo turno. Novak Djokovic va di fretta ed in soli tre set contro Adrian Mannarino inanella la 29esima vittoria negli Slam: non perde dalla finale del Roland Garros 2015 contro Stan Wawrinka, a Londra addirittura da quella 2013 contro Murray. Figuriamoci se un francese numero 55 del mondo poteva fargli paura. Infatti la partita non ha avuto storia: un minimo di incertezza solo all’inizio, con due palle break nel gioco introduttivo, e alla fine. Avanti 5-3 nel terzo set, Djokovic si è fatto controbreakkare quando è andato a servire per il match, portando l’avversario al tiebreak. Ma giusto per regalare qualche emozione in un pomeriggio in cui a Londra si è giocato troppo poco. Dopo aver sprecato il primo match-point, ha chiuso al secondo per 6-4 6-3 7-6. Adesso aspetta Sam Querrey, statunitense un po’ più temibile, specie sull’erba.

OLIVETTI FERMATO DALLA PIOGGIA – Sugli altri campi partite pesantemente condizionate dalla pioggia, che dopo aver rovinato il Roland Garros minaccia di creare problemi anche a Londra. Ad esempio ancora nulla di fatto per Fabio Fognini, il cui match con l’argentino Delbonis durerà addirittura tre giorni (per ora 1-1 con l’azzurro avanti nel terzo). A un passo dal sogno anche l’altro “carneade” di questo Wimbledon, Albano Olivetti, n. 793 del mondo, con ranking addirittura peggiore del maestro Willis dopo il grave incidente d’auto che ne ha segnato alla carriera: il francese è al quinto set contro l’australiano Barton. Avanzo senza problemi, invece, i giovani Thiem e Zverev (3-0 rispettivamente a Mayer e Mathieu), mentre Berdych e Tomic portano a casa match più complicati del previsto con Dodig e Verdasco. Wimbledon è già un po’ in affanno.

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