Nemmeno la presenza della figlia dodicenne della donna è riuscita a fermarlo: a Dorno, in provincia di Pavia, Roberto Garini, infermiere del Policlinico di Pavia di 51 anni, ha ucciso a colpi di pistola la compagna, Manuela Preceruti, infermiera di 44 anni. Un omicidio compiuto proprio mentre in casa c’era la figlia 12enne che la donna aveva avuto da una precedente relazione. La bambina, raggiunta a un fianco da una pallottola vagante, si è accasciata a terra fingendosi morta. Solo quando l’uomo si è allontanato, è uscita dalla finestra del bagno di casa, ha scavalcato il balcone raggiungendo quello di un vicino e da lì si è lanciata dal primo piano allertando i vicini e riportando nella caduta al suolo solo una lesione a una caviglia. Trasportata in ospedale, non è grave.

Dopo avere avvisato un amico del gesto compiuto, l’uomo si è poi consegnato ai carabinieri di Vigevano che l’hanno arrestato mentre era ancora abbracciato al corpo senza vita della compagna. “L’ho uccisa perché voleva lasciarmi”, ha detto. Il fatto è accaduto verso le 23 di martedì 28 giugno nell’appartamento della vittima, che viveva nell’alloggio contiguo a quello di Garini, in via Monsignor Passerini, nella zona centrale del comune della Lomellina: secondo le prime ricostruzioni, dopo l’ennesimo litigio, l’uomo ha sfondato la porta della casa di lei e dopo averla inseguita nell’appartamento le ha sparato dieci colpi con una pistola regolarmente detenuta, una calibro 9×21.

Secondo le indagini, la relazione tra i due, iniziata due anni fa dopo essersi conosciuti su un social network, era diventata sempre più burrascosa:”Una relazione complicata”, la definiva lo stesso Garini sul suo profilo su Facebook, mentre lei considerava la loro una coppia di fatto, per la quale si era trasferita in Italia dalla Francia con la figlia.