Lei 13 anni. Lui 64. Lei studentessa di una scuola media. Lui turista americano arrivato in Italia per incontrarla. Lei vittima. Lui carnefice. Arrestato dalla polizia per atti sessuali sulla ragazzina con la quale per due anni ha intrattenuto una relazione virtuale: prima sulla piattaforma Second Life, dove i due erano arrivati a “sposarsi“, poi su altri social network. Succede a Milano, dove l’uomo, cittadino statunitense residente in Portogallo, è arrivato giovedì 12 maggio in compagnia della moglie proprio per conoscere di persona la minorenne. I tre si sono dati appuntamento per visitare la città sia il giovedì sia il venerdì. La mattina di sabato 14 maggio va invece in scena l’orrore.

La ragazzina si presenta nell’appartamento preso in affitto dalla coppia in zona Sant’Agostino, non lontano dall’Università Bocconi e a due passi dal carcere di San Vittore. La moglie dell’uomo è fuori casa, in giro per la città a fare shopping. Ed è a quel punto che scattano gli abusi, che per fortuna non sono rimasti a lungo nascosti. Sì, perché il lunedì mattina la ragazzina trova la forza di raccontare tutto a una professoressa. I genitori vengono immediatamente informati e sporgono denuncia alla polizia. Gli investigatori della Squadra mobile, diretti dal dottor Lorenzo Bucossi, arrivano subito all’uomo. Il 64enne, che in Italia non ha precedenti ma di cui ancora non si conosce la fedina penale all’estero, è stato sottoposto a un fermo nel carcere di San Vittore il 17 maggio, anche se la notizia è stata divulgata solo oggi. Il provvedimento è stato firmato dal gip Alessandra Clemente, che ha firmato l’ordinanza su richiesta del pm Andrea Fraioli. Il giudice non ha riconosciuto il pericolo di fuga, ma ha disposto comunque la custodia in carcere. Non ha inoltre riscontrato la violenza nell’atto sessuale, come invece chiesto dal magistrato, e ha per questo contestato il reato di atti sessuali.

L’indagine lampo della Mobile ha permesso di ricostruire i contatti tra il 64enne e la ragazzina, iniziati quando la studentessa aveva appena 11 anni su Second Life, la piattaforma americana dove è possibile creare il proprio avatar e vivere una vita virtuale. Nell’ultimo periodo – spiegano gli investigatori – i due avevano iniziato a sentirsi anche sui social network convenzionali. Dove era cominciato anche uno scambio di fotografie e dove i due si sentivano anche con videochat: la prova che l’uomo aveva capito che la ragazzina non poteva essere maggiorenne. Anche se quando gli agenti sono arrivati per arrestarlo, ha tentato di spiegare che non si era reso conto di quanti anni avesse la vittima. Un’ipotesi improbabile per gli inquirenti. Visto che la 13enne “non dimostra di essere più grande dell’età che ha”.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. E’ difeso da un legale di fiducia e uno da uno d’ufficio. La posizione di sua moglie, una cittadina inglese, è ancora da valutare. La coppia è residente in una piccola cittadina del Portogallo. Non sarebbe arrivata a Milano in aereo, più probabile che abbia viaggiato attraverso l’Europa in auto. Ma il lavoro degli investigatori continua anche per ricostruire il profilo del turista, che ha detto di appartenere a una comunità religiosa. Gli uomini della sezione contro i reati sessuali della Mobile – guidati da Rita Fabretti – stanno scandagliando il suo computer. Vogliono capire se quello accaduto a Milano sia un episodio isolato o se l’uomo ha alle spalle una storia dell’orrore ancora tutta da scrivere.