“Finora l’analisi degli oggetti ritrovati indica che non appartengono a un aereo, anche il mio omologo egiziano mi ha confermato che non è stato ancora dimostrato che i pezzi appartengono al volo EgyptAir“, dice alla tv di stato Ert il capo dell’autorità greca per la sicurezza aerea Athanassios Binos. Riparte così da zero il tentativo di ricostruire le cause che hanno portato alla caduta del volo MS804 di Egyptair, con 66 persone a bordo, partito dal Charles de Gaulle di Parigi alle 23.09 del 18 maggio, diretto al Cairo e inabissatosi nel Mediterraneo, dopo essere sparito dai radar intorno alle 2.39, a 280 chilometri dalla costa egiziana. Tutte le piste restano dunque aperte, compresa quella dell’attacco terroristico, evocata da Russia e Stati Uniti, ma ancora priva di riscontri oggettivi. Era stato il vicepresidente di Egyptair Ahmed Adel, nel pomeriggio del 19 maggio, a dire alla Cnn che alcuni rottami dell’aereo erano stati trovati al largo dell’isola greca di Karpathos. Ma in serata è arrivata la smentita delle autorità.

Al momento della scomparsa dai radar l’Airbus 320 aveva percorso 16 chilometri all’interno delle acque territoriali del paese di destinazione. La visibilità era “ottima”, il velivolo aveva solo 12 anni ed era perfettamente funzionante. In più, pilota e copilota avevano migliaia di ore di esperienza di volo e non avevano segnalato nessun problema durante il viaggio. Anzi. Il pilota, poco prima di perdere il segnale, aveva salutato “in greco” l’addetto dell’aviazione di Atene ed era “di buonumore”. La possibilità di errore umano sarebbe ridotta ai minimi.

A bordo del velivolo c’erano 66 passeggeri, tra cui 30 egiziani, 15 francesi, un britannico, un belga, due iracheni, un kuwaitiano, un saudita, un sudanese, un portoghese, un algerino, un canadese e un cittadino del Ciad. Tra loro anche un bambino e due neonati. Sette i membri dell’equipaggio. La procura di Parigi e del Cairo hanno entrambe aperto un’inchiesta e non si esclude nessuna pista, dall’incidente all’attentato terroristico. A sostenere convintamente quest’ultima ipotesi è il capo dei servizi segreti russi (Fsb), Aleksandr Bortnikov: “Con ogni probabilità è un atto terroristico che ha causato la morte di 66 cittadini di circa 12 Paesi”. Anche il governo degli Stati Uniti accredita l’ipotesi: “Le prime indicazioni sono quelle di una bomba”, fanno sapere fonti dell’amministrazione Obama citate dai media Usa. Le stesse fonti – spiega la Cnn – affermano anche di non essere a conoscenza di alcuna minaccia particolare che abbia preceduto la scomparsa dell’aereo.

Nelle ultime 48 ore l’aereo aveva toccato 4 Paesi: EritreaTunisia, Egitto e Francia. Tra il 17 e il 18 maggio il velivolo ha percorso le seguenti tratte: Asmara-Cairo, Cairo-Tunisi, Tunisi-Cairo e Cairo-Parigi. E’ atterrato ieri sera al Charles de Gaulle intorno alle 21.30 e lì si sono svolte operazioni di pulizia e rifornimento prima della ripartenza. Quindi, sostengono alcuni esperti, se a causare l’incidente è stato un ordigno a bordo, sarebbe stato posizionato quando l’Airbus era ancora al Cairo.

Grecia: “Trovati oggetti in mare a largo di Creta” – Una fregata greca ha trovato in mare due grandi oggetti di plastica a circa 230 miglia a sud dell’isola di Creta. Lo hanno annunciato fonti della Difesa spiegando che i due oggetti sembrano avere colore bianco e rosso. I due oggetti sono stati ritrovati vicino in un’area dove era stato individuato dai radar per l’ultima volta l’aereo Egyptair scomparso nella notte. L’emittente greca Ert tv parla del ritrovamento di “due oggetti arancioni“, che potrebbero essere giubbotti di salvataggio. Ma l’autorità greca per la sicurezza dei voli ha poi smentito che appartenessero all’aereo precipitato.

Il ministro greco: “Due brusche virate prima di inabissarsi” – L’aereo si trovava a un’altitudine di 37mila piedi (11.280 metri) ed era all’interno dello spazio aereo egiziano da dieci miglia, 16 chilometri, quando, intorno alle 2.39 è sparito dai radar. A quel punto, riferisce il ministro della Difesa greco Panos Kammenos, ha fatto “brusche virate” a mezz’aria ed è passato da 37mila a 15mila piedi prima di scomparire dai radar nel sud del mar Mediterraneo. “Dalle immagini che abbiamo risulta che a mezzanotte e 37 (le 2,37 in Francia) l’aereo, che era entrato da 10-15 miglia nello spazio aereo egiziano, ha fatto una virata di 90 gradi a sinistra poi una 360 gradi a destra. Subito dopo ha iniziato a precipitare”.

L’aereo procedeva ad una velocità di 519 miglia l’ora e doveva atterrare all’aeroporto del Cairo alle 3.05. In un primo momento si riteneva che il relitto fosse stato individuato a circa 130 miglia dall’isola greca di Karpathos, situata nell’Egeo, tra Rodi e Creta. Un aspetto confermato anche dal ministro dell’aviazione egiziano Sherif Fathi, che nel corso della conferenza stampa non ha fornito nessun dettaglio chiarificatore. Anzi, a differenza di Hollande che ha parlato di “inabissamento”, le autorità egiziane continuano a parlare di “aereo scomparso”, senza confermare ipotesi di incidente, fino a quando non saranno trovate tracce del relitto e dei passeggeri. Le autorità di Atene stanno comunque indagando sul racconto del comandante di un mercantile, che sostiene di aver visto “fiamme nel cielo” a circa 130 miglia nautiche a sud di Karpathos.

Dubbi sui due segnali di emergenza – A diramare la notizia della scomparsa è stata la stessa compagnia. Rimane però confusa, al momento, la ricostruzione della dinamica dei segnali di emergenza, anche alla luce della timeline diffusa dall’autorità per l’aviazione civile di AteneEgyptair ha riferito che il velivolo aveva lanciato un messaggio di s.o.s. alle 2.26, ma i militari egiziani negano di averlo ricevuto. Tuttavia, secondo la timeline greca alle 2.48, quando l’aereo è trasferito al successivo centro di controllo, che predispone l’uscita dallo spazio aereo nazionale, “il pilota era di buonumore e lo ha ringraziato in greco”.

Un altro segnale di emergenza è stato captato più tardi, alle 4.26, a quasi due ore dalla scomparsa dai radar. E’ del tipo Elt (Emergengy locator transmitter), scrive il sito The Aviation Herald, che riporta i dati relativi agli incidenti dell’aviazione civile: scatta automaticamente all’impatto in mare e continua ad essere attivo per le successive 48 ore per facilitare la localizzazione del velivolo e potrebbe essere stato lanciato dalle apparecchiature automatiche dell’Airbus.

Il comandante ed il copilota dell’Airbus A320, ha fatto sapere la compagnia, avevano grande esperienza: il primo avendo accumulato 6275 ore di volo, il secondo 2766. In più il velivolo era stato consegnato ad EgyptAir nel novembre del 2003 e aveva accumulato 48mila ore di volo. Interpellato dai media a Tolosa, l’ufficio stampa di Airbus ha spiegato che l’A320 è un aereo “estremamente affidabile”, uno dei nostri “best-seller. Un modello in servizio dal 1988, fino ad oggi ha trasportato 10 miliardi di persone. Ovunque nel mondo ce ne sono 6.700. Ogni giorno circa due milioni di passeggeri viaggiano a bordo di un Airbus A320“.

Valls: “Non escludiamo nessuna ipotesi” – “Siamo in stretto contatto con le autorità egiziane, sia civili sia militari. Le autorità egiziane hanno già inviato squadre di ricognizione aerea sul luogo e la Francia è pronta ad aiutare con le ricerche se verrà richiesto dall’Egitto”, ha detto il primo ministro francese Manuel Valls alla radio Rtl, aggiungendo che la Francia “non esclude alcuna ipotesi”. Il ministro degli Esteri Jean-Marc Ayrault, dopo una riunione interministeriale all’Eliseo con Hollande, ha spiegato che Parigi invierà navi e aerei per contribuire alle ricerche. “Va fatta qualunque cosa per trovare l’aereo, per questo siamo in contatto con le autorità aziende. Ci stiamo mobilitando per mandare i nostri mezzi militari, aerei e nave, per le ricerche”, ha aggiunto. Hollande ha concordato col presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi una “stretta cooperazione” per stabilire le circostanze della scomparsa. Sul caso è intervenuto anche il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni che ha definito l’episodio “molto, molto preoccupante“. 

L’esperto: “Possibilità di bomba a bordo o kamikaze” – Oltre a Bortnikov sostiene questa tesi, pur invitando alla cautela, è Jean-Paul Troadec, ex presidente dell’Ufficio francese di investigazioni degli incidenti aerei (Bea). “Possiamo fare alcune ipotesi – ha detto intervistato da Europe 1 – c’è una forte possibilità di un’esplosione a bordo a causa di una bomba o di un attentatore suicida. L’idea di un incidente tecnico quando le condizioni del tempo sono buone sembra anche possibile ma non probabile. Potremmo anche considerare un missile, che è quanto successo al volo della Malaysia Airlines nel luglio del 2014” (abbattuto nei cieli dell’Ucraina). E, ancora, secondo Troadec, “se l’equipaggio non ha inviato un segnale di allerta, è perché quello che è successo è avvenuto molto in fretta: un problema al motore o un guasto tecnico non causano un incidente immediato. In questo caso, l’equipaggio non ha reagito, il che ci fa pensare ad una bomba“.

La timeline dell’aviazione greca – L’autorità per l’aviazione civile di Atene ha pubblicato una timeline con le ultime informazioni sul volo MS804 della EgyptAir partito da Parigi ieri sera e scomparso mentre sorvolava il Mediterraneo.
02.24: l’aereo entra nello spazio aereo greco con il via libera del primo centro di controllo greco.
02.48: l’aereo è trasferito al successivo centro di controllo, che predispone l’uscita dallo spazio aereo greco. Secondo l’addetto in servizio, “il pilota era di buon umore e lo ha ringraziato in greco”.
03.27: il centro di controllo di Atene prova a contattare l’aereo per le informazioni sullo switch delle comunicazioni dalle autorità greche a quelle egiziane. Nonostante le ripetute chiamate, l’aereo non risponde. Atene passa quindi alle frequenze per le emergenze, senza ottenere risposta.
03.29: l’aereo si trova sul punto di uscita dallo spazio aereo greco.
03.39: si perde il segnale dell’aereo, circa sette miglia nautiche dal punto ‘kumbi’ della Fir (Flight Information Region o Regione di informazioni di volo) del Cairo. Viene immediatamente richiesta l’assistenza dei radar delle Forze aeree elleniche per individuare l’obiettivo, ma senza risultati.
03.45: le autorità greche avviano le procedure di ricerca e salvataggio e contemporaneamente informano il Fir del Cairo.

Verifiche sulla sicurezza al Charles de Gaulle –  “Nell’ipotesi di un attentato terroristico – ha detto a Le Figaro un dirigente della sicurezza a Roissy – il problema può essere nel controllo bagagli o nell’esame della lista dei passeggeri. Tutto deve essere verificato. Bisognerà individuare chi era in turno ai vari filtri, all’imbarco delle valigie, studiare tutte le registrazioni delle videocamere nelle zone coinvolte”. Una volta aperta l’inchiesta, ci si orienterà subito sul “personale di pista”. Anche perché lo scorso dicembre il capo degli Aeroporti di Parigi (ADP), Augustin de Romanet, annunciò che “una settantina di badge di accesso” di dipendenti, su un totale di 85mila adibito alle zone più delicate dell’aeroporto erano stati revocati perché sospetti di “radicalizzazione”. Al desk Egyptair dello scalo sono arrivate decine di reporter e telecamere, ma i responsabili della compagnia egiziana si sono recati all’unità di crisi, ospitata in un hotel poco distante. Nei vicini sportelli per i check-in numerosi passeggeri sono in coda, in un apparente stato di calma ma la forte presenza di polizia ed addetti alla sicurezza tradisce la tensione che aleggia nello scalo. Le famiglie dei passeggeri del volo scomparso, secondo quanto riferiscono all’Ansa fonti aeroportuali, sono al momento ospitate in un edificio amministrativo, a cui i reporter non possono avere accesso.

Al Cairo invece gruppi di persone sostano davanti alla palazzina dei servizi per i voli interni della EgyptAir, dove è arrivato anche l’ambasciatore francese André Parent. Fino a questo momento i giornalisti e i reporter non hanno accesso alla palazzina e le persone che entrano o escono, alcune con visi scuri e rattristati, si rifiutano di fare dichiarazioni. Tutta l’area antistante la palazzina, con una grande aiuola fiorita, è presidiata da fotografi e cineoperatori. La moschea vicina per ora non sembra ospitare parenti delle vittime in preghiera. Chi scrive ha visto soltanto una persona seduta in un angolo a parlare con un telefono cellulare. Le autorità hanno annunciato per le 13:30 una conferenza stampa del ministro dell’Aviazione civile Sherif Shehata Tiendra.

Egyptair indebolita dalla primavera araba – Fondata nel 1932, la EgyptAir è una delle compagnie aeree più antiche al mondo. Fa parte della Star Alliance, la prima rete mondiale di compagnie aeree, e ha la licenza di servire tutti gli aeroporti europei. E’ considerata una compagnia sicura e non compare quindi in alcuna ‘lista nera’ internazionale. Nel 2008 è stata giudicata dalla Afraa (African Airlines Association) come la migliore compagnia aerea africana, prima di essere surclassata dalla Ethiopian Airlines. Sono state soprattutto la primavera araba del 2011 e la conseguente instabilità politica in Egitto ad indebolirla.

Tra dicembre 2010 e febbraio 2011 ha raggiunto il 50% del suo traffico normale, perdendo l’80% dei ricavi. Nei 12 mesi del 2011 ha subito perdite per oltre 86 milioni di euro. Quell’anno l’Egitto ha infatti registrato 9,5 milioni di turisti stranieri, contro i 14 milioni dell’anno precedente, secondo dati della Banca mondiale. Da allora il calo è stato costante: nell’anno fiscale 2013-2014, la EgyptAir ha trasportato 7,4 milioni di passeggeri contro gli 8,4 milioni del 2010-2011. Nel 2014 ha avuto perdite per 282 milioni di euro. In totale, ha accumulato un debito di oltre sei miliardi di euro tra il 2012 e il 2014, in conseguenza del quale ha annunciato una riduzione del 10% della sua capacità operativa.

Di questa situazione sembrano aver sofferto soprattutto i piloti, visto che, secondo la Panapress, di recente oltre 200 di loro hanno presentato le dimissioni “per protestare contro il mancato rispetto delle loro rivendicazioni finanziarie“. Nonostante questo contesto economico sfavorevole, l’azienda sostiene di trasportare ancora 8,4 milioni di passeggeri all’anno.

Tra gli episodi che hanno visto protagonista la compagnia, il più drammatico risale al 1999, quando un volo EgyptAir è precipitato nell’Atlantico al largo dell’isola di Nantucket, uccidendo 217 persone. Per le autorità americane, si trattò di un gesto deliberato del co-pilota, ma per quelle egiziane l’incidente fu dovuto a un problema meccanico. Lo scorso marzo, un aereo di linea è stato dirottato mentre volava sulla tratta tra Alessandria e il Cairo, ed è poi atterrato all’aeroporto di Larnaca, a Cipro. Si è trattato del gesto di un folle, senza legami con il terrorismo.