Il Fondo monetario internazionale ha chiesto una lunga moratoria sul debito della Grecia, che viaggia verso dal 200% del Pil. Christine Lagarde, direttrice del Fmi, lo giudica “altamente insostenibile” e già in passato aveva proposto una ristrutturazione. Così Washington, attraverso le pagine del Wall Street Journal, rende nota la sua posizione, più radicale del previsto: fino al 2040 Atene non dovrebbe pagare né interessi né rimborsare le rate dei prestiti ricevuti nel salvataggio, che vengono spalmate fino al 2080. La proposta, presentata ai governi la scorsa settimana, mira a tenere sotto il 15% i costi di finanziamento del debito greco: condizione imprescindibile perché il Fmi continui a far parte del salvataggio, così come chiede la Germania. Washington, infatti, non ha ancora firmato il programma concordato fra l’Europa e Atene la scorsa estate.

La drastica proposta del Fmi sarà difficilmente digerita non solo da Berlino, ma anche ad altri partner, a partire da Francia e Italia. “Si avvicina a un taglio del debito“, avverte l’economista della London School of Economics Paul De Grauwe, anche se la carta calata dal Fmi potrebbe essere una mossa tattica in vista di un compromesso. A Bruxelles il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem mette le mani avanti: la Grecia ha già un debito spostato sul lungo termine con tassi d’interesse bassi. Da parte sua, il premier ellenico Alexis Tsipras sostiene che un taglio del debito sbloccherebbe “molte risorse per la crescita”, mentre la Grecia è ancora in piena recessione e deflazione.

Gli auspici di Tsipras guardano al consiglio dei ministri finanziari dell’Eurozona e al vertice dei leader europei del 24 maggio da quale ci si aspetta il via libera alla prima verifica sull’attuazione del piano di salvataggio. Passare l’esame della ‘review’ è fondamentale perché Atene possa ricevere la prossima tranche di aiuti entro giugno, indispensabile per pagare stipendi e pensioni. Il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem fa sapere che la tranche sarà probabilmente superiore a 5 miliardi di euro, ma ricorda anche come sia importante che il Fondo monetario internazionale resti coinvolto nel programma per la Grecia e partecipi anche finanziariamente, mentre sulla questione del debito greco si sta lavorando a livello tecnico e ora serve un accordo politico.

Ma le indiscrezioni rivelano che l’obiettivo dei ministri delle Finanze è chiudere una bozza di accordo sulla Grecia al termine della riunione dell’Euro working group di lunedì, alla vigilia dell’Eurogruppo. Funzionari Ue assicurano che un accordo sul meccanismo di contingenza è vicino, ma definiscono difficile un’intesa tra Eurozona e Fmi anche se non impossibile da raggiungere. In ogni caso, una soluzione è necessaria entro giugno, quando la Grecia avrà bisogno di una nuova tranche del salvataggio per pagare, fra l’altro, pensioni e stipendi.