Fare il saluto romano è reato. Ad affermarlo è la Corte di Cassazione, che spiega come il gesto si richiami “all’ideologia fascista e a valori politici di discriminazione razziale e di intolleranza“. Per essere punito, hanno stabilito i giudici, il saluto romano “non richiede che le manifestazioni siano caratterizzate da elementi di violenza“, perché la legge Mancino svolge “una funzione di tutela preventiva” e fare il saluto romano “di per sé” è giustificativo della condanna.

I giudici hanno confermato la colpevolezza di sette ultrà friulani, prosciolti tuttavia per prescrizione. Allo stadio di Udine, il 10 settembre 2008, avevano fatto il saluto fascista durante la partita Italia-Georgia per tutta la durata dell’inno nazionale italiano e la Digos li aveva identificati. Due di loro erano già sottoposti a Daspo. Anche se la prescrizione, nel caso in questione, ha cancellato multe e condanne.

“In tempi in cui i partiti di destra sono disposti ad allearsi con i gruppuscoli neofascisti pur di raccattare voti, è importante il principio confermato dalla Cassazione oggi – ha commentato Emanuele Fiano, deputato del Pd – Studino bene la sentenza i candidati del centrodestra, su certe cose non è permesso far finta di niente. La candidatura a Milano di un estremista di destra nelle fila della Lega rimane, nonostante la posizione di Parisi, ed è per noi un offesa ai valori antifascisti dell’Italia e di Milano, che per fortuna questa sentenza difende”.