E’ ancora sciopero in Grecia. Il 6 maggio i lavoratori hanno dato inizio a una mobilitazione nazionale di 48 ore per protestare contro le riforme di austerity per ottenere gli aiuti finanziari dai creditori internazionali. Dieci mesi dopo l’accordo per il salvataggio di Atene, il Paese è al punto di partenza, la situazione sociale resta drammatica, con il tasso di disoccupazione inchiodato al 25%, il settore sanitario vicino al collasso e l’ulteriore problema dell’emergenza migranti. In questo contesto, il Fondo monetario internazionale mette alle strette l’Eurozona, chiedendo di negoziare la riduzione del debito e trovando l’opposizione della Germania.

Indetto dai maggiori sindacati pubblico e privato, lo sciopero ha tenuto le navi attraccate al porto e sta bloccando i trasporti pubblici. Anche i giornalisti hanno aderito all’iniziativa di protesta. “Stanno cercando di dimostrare all’Eurogruppo che sono bravi studenti, ma stanno distruggendo il sistema di sicurezza sociale della Grecia”, ha dichiarato il sindacato del settore privato Gsee, definendo le nuove riforme in attesa si approvazione “l’ultimo chiodo sulla bara” per i lavoratori e i pensionati dopo sei anni di austerità. Il governo greco spera che le misure, che dovrebbero essere approvate domenica dal Parlamento, contribuiscano a convincere i creditori ad approvare il rilascio di 5 miliardi di euro di aiuti: la Grecia ha bisogno dei fondi di salvataggio per rimborsare i prestiti del Fmi e le obbligazioni in pancia alla Bce in scadenza a luglio.

E mentre i lavoratori scendono in piazza, tra Fmi ed Eurozona si gioca la partita sul taglio del debito greco. Come riporta il Financial Times, il Fondo monetario internazionale ha detto ai ministri delle Finanze dell’Eurozona che devono iniziare immediatamente i negoziati sulla riduzione del debito greco, a dispetto dell’opposizione della Germania. Il giornale economico britannico cita una lettera inviata ieri notte dal Fmi a tutti i 19 ministri, in cui il direttore generale Christine Lagarde avverte che la questione deve essere messa immediatamente sul tavolo o si rischia di perdere l’adesione del Fondo al programma di salvataggio. Il Financial Times osserva che nella lettera di Lagarde appare chiaro che il Fmi vuole meno austerity spiegando che l’obiettivo sul surplus primario concordato da Atene e Ue l’anno scorso (al 3,5% del pil entro il 2018) è irrealistico e dovrebbe essere drasticamente ridotto.