La costruzione di una moschea torna al centro del dibattito della campagna elettorale a Milano. Il candidato del centrodestra Stefano Parisi dice che un luogo di culto per i musulmani, che dovrebbe sorgere in via Esterle, nella zona di via Padova, sarebbe “fuori luogo“. A lui risponde il rivale, candidato del centrosinistra, Giuseppe Sala che ribadisce “la necessità di una moschea“. A pesare, in un senso o nell’altro, è lo scenario da testa a testa rilevato da tutti i sondaggi. Quindi Parisi – moderato, che unisce tutto il centrodestra da Ncd alla Lega – deve conquistare lo zoccolo duro del Carroccio. Viceversa Sala – considerato candidato “renziano”, percepito come in “discontinuità” con l’amministrazione Pisapia – ha bisogno di convincere l’elettorato “arancione”.

Secondo Parisi “fare una moschea qui sarebbe solo un accentuare una situazione di preoccupazione da parte di tutti gli abitanti di questa zona. Anche dal punto di vista del valore immobiliare il quartiere ha perso molto per via dell’insicurezza che c’è: credo che prima di tutto dobbiamo portare la legalità, dobbiamo gestire l’integrazione, dobbiamo garantire dei luoghi di culto che devono essere fatti nella sicurezza totale. Solo la settimana scorsa abbiamo visto che sono stati arrestati dei terroristi islamici che operavano qui in Lombardia. Non possiamo essere superficiali su questo tema perché è delicato”.

Dall’altra parte c’è Sala secondo cui “siamo sempre al solito punto. Il punto del no. Non fare così, non sono d’accordo così, però da chi vuole governare ci si aspetterebbe anche qualcosa di più approfondito. Se col bando attuale non si potrà andare avanti, si troverà una soluzione per farne un altro rapidamente”. E sugli ex bagni pubblici di via Esterle: “Andiamo a verificare se ci sono ancora le condizioni, ma rimane il fatto che una moschea è necessaria, altrimenti siamo nella piena illegalità“.

Lo scontro sulla moschea prosegue da settimane. Parisi aveva sottolineato la necessità di una legge nazionale anche per un problema di infiltrazioni terroristiche: “Almeno sono d’accordo che è meglio una moschea che un sottoscala, ma bisogna stare attenti da dove vengono i fondi”. Sala aveva risposto definendo l’avversario “ostaggio dei suoi azionisti, soprattutto della Lega”.