“Trovo singolare proclamare uno sciopero contro un governo che assume ed annunciarlo nel giorno in cui parte un concorso da 63.712 posti. Ricordo che questo è un governo che investe sull’istruzione 3 miliardi di euro in più all’anno”. Il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini commenta così la decisione dei sindacati di indire lo sciopero generale il 23 maggio. E di farlo proprio oggi, nel giorno in cui si apre oggi il nuovo concorso nazionale a posti e cattedre per il personale docente nella scuola pubblica italiana. Oltre 165mila gli aspiranti, già in possesso di abilitazione, per un totale di 63.712 posti che saranno assegnati nel triennio 2016-2018. Un nuovo giro di assunzioni, dopo le oltre 100mila della scorsa estate, atteso a lungo dai precari della scuola e già previsto dalla Legge 107 del 13 luglio 2015, la cosiddetta Buona scuola.

Il concorso – Le materie con cui si è aperto questa mattina il concorso sono Storia dell’arte, scienze e tecniche agrarie e liuteriaScienze e tecnologie nautiche, design del libro e scienze e tecnologie meccaniche nel pomeriggio. Il concorso è organizzato su base regionale e prevede tre bandi: uno per i docenti della scuola dell’infanzia e della primaria, per i quali sono previsti rispettivamente 6.933 e 17.299 posti. Il secondo per i professori della scuola secondaria, con 16.147 in quelle primo grado e 17.232 cattedre nelle scuole superiori. Infine il bando per gli insegnanti di sostegno: 304 posti nelle scuole dell’infanzia, 3.799 nelle scuole primarie, 975 alle medie e 1.023 nelle secondarie di secondo grado. Le prove iniziate oggi si concluderanno il 31 maggio. La regione con più domande presentate è la Campania, con 24.125 iscritti, al secondo posto la Lombardia, poi Sicilia e Lazio. L’esame scritto sarà svolto a computer e prevederà sei quesiti a risposta aperta e altri due, ciascuno dei quali articolato in cinque domande a risposta chiusa, volti a verificare la comprensione di un testo in lingua straniera. I candidati avranno a disposizione 150 minuti per completare il test.

Lo sciopero – I sindacati della scuola hanno proclamato per il 23 maggio uno sciopero generale. Ad annunciarlo nel corso di una manifestazione a Montecitorio sono stati Cgil, Cisl, Uil e Snals, che sono scesi in piazza, insieme a docenti, Ata e dirigenti provenienti da tutta Italia. Al centro contratto, stabilità del lavoro, qualità dell’apprendimento e partecipazione democratica. “Questi, e molti altri, i punti essenziali – scrivono – contenuti nella petizione con la quale i sindacati pongono al centro dell’attenzione il personale della scuola nella sua unitarietà e complessità, proponendolo come il vero protagonista attivo ed essenziale di processi di innovazione, chiedendo un riconoscimento adeguato dell’impegno e della professionalità spesi ogni giorno per assicurare a studenti e famiglie la migliore qualità dell’azione educativa“.