Mancano due giorni all’incontro tra magistrati e investigatori di Italia ed Egitto per fare il punto sulla morte di Giulio Regeni. Ma nel caso in cui non ci fosse “un cambio di marcia con gli investigatori egiziani”, ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, “il governo è pronto a reagire adottando misure immediate e proporzionate”. Parole pronunciate al Senato davanti a un’aula mezza vuota che sono state accolte con freddezza dal governo egiziano. L’esecutivo del Cairo ha infatti detto che si tratta di “dichiarazioni che complicano la situazione”, anche se il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi esprime, allo stesso tempo, “profondo rammarico sia a livello ufficiale che di rapporti tra i due popoli per l’uccisione del ricercatore italiano” e ribadisce “la determinazione dell’Egitto a proseguire la reale collaborazione in piena trasparenza con la parte italiana per scoprire le circostanze dell’incidente e assicurare i responsabili alla giustizia”.

Anche Renzi, nel corso del suo appuntamento per rispondere alle domande degli utenti, è tornato sul caso. “Noi ci fermeremo solo davanti alla verità vera – ha detto -. Lo dobbiamo a Giulio, alla sua famiglia e anche a tutti noi. La nostra è una presa di posizione chiara, secca e forte. Noi pensiamo e speriamo che l’Egitto possa collaborare con i nostri magistrati, abbiamo la disponibilità a vedere le carte insieme e noi vogliamo vogliamo che la verità sia trovata”.

L’informativa di Gentiloni al Senato – Secondo quanto riporta l’Ansa, l’emiciclo della maggioranza era al completo, mentre sono state tante le assenze tra i banchi dell’opposizione. Sedie libere tra i Cinque stelle ma ancor più tra Fi, Idea, Cor e Ala. Tra le presenze l’azzurro Maurizio Gasparri, Carlo Giovanardi (Idea), Lucio Barani (Ala). I grillini sono invece impegnati in Basilicata: una delegazione di parlamentari ha tentato in mattinata di avvicinarsi allo stabilimento Tempa Rossa. All’attacco i senatori Pd su Twitter“Il ministro Gentiloni riferisce su tragica morte Regeni, vergognosamente assenti M5s e altre opposizioni”, ha scritto la senatrice Monica Cirinnà. Così anche Roberto Cocianch: “Ai 5 stelle non interessa niente di Giulio Regeni. Banchi deserti durante audizione”. Sulla stessa linea intervengono anche Massimo Caleo e Francesco Russo lamentando “zero interesse dei senatori M5s“.

Gentiloni: “Collaborazione con l’Egitto generica e insufficiente” – Il ministro al Senato ha illustrato le vicende degli ultimi giorni e le lacune della collaborazione con l’Egitto: “Con il passare delle settimane la collaborazione delle autorità egiziane sul caso Regeni è stata generica e insufficiente, poi l’arrivo del procuratore Pignatone al Cairo ha rimesso la collaborazione sui binari giusti”. Il ministro ha ricordato che l’Italia ha sempre fatto “richieste precise e circostanziate” agli inquirenti egiziani, ma la Procura di Roma ha spiegato che il “dossier” consegnato era “carente, mancavano almeno 2 dei 5 capitoli richiesti, come il traffico della cella telefonica di Regeni ed eventuali video della metropolitana del Cairo. Ulteriori difficoltà sono arrivate dall’accavallarsi di notizie, versioni più o meno ufficiali, smentite verità di comodo che in questi ultimi due mesi sono circolate con troppa frequenza, quasi sempre fuori dai canali ufficiali”. E poi si sono susseguite “teorie, come quella dell’azione criminale, alle voci su Giulio Regeni informatore di questa o quella intelligence, e questo non ha contribuito all’efficienza della nostra collaborazione“. La pista dei rapinatori è stata “un ulteriore e ancor più grave tentativo di accreditare una verità di comodo, ma l’Italia ha subito chiarito che non l’avrebbe accettata come conclusione delle indagini. Nei giorni successivi diversi membri del governo egiziano hanno chiarito che le indagini sono ancora in corso e di questo abbiamo preso atto”.

Per i 5 stelle in Aula è intervenuto il senatore Stefano Lucidi che ha attaccato il ministro degli Esteri: “Voi avete una mano sporca di nero, cioè di petrolio, e l’altra di sangue”. Più volte il parlamentare ha detto che il governo è “complice” di quanto avvenuto al giovane ricercatore italiano in Egitto anche perché con questo Paese “non è stato messo a punto nessun trattato internazionale sul piano giudiziario” che “avrebbe consentito ora al procuratore Pignatone di avere le mani libere”. Per quanto riguarda la scarsa presenza di senatori pentastellati in Aula durante l’intervento del ministro, Lucidi ribatte alle accuse del Pd dicendo che i suoi colleghi “sono sul territorio a combattere” perché tra l’altro “è in atto una guerra anche contro il conflitto di interessi” della maggioranza.