La verità è che il Nazareno non è mai finito”. A taccuino aperto, dentro Forza Italia, nessuno se la sente di parlare. Ma basta riporre la penna nel taschino per scatenare sentimenti a metà tra la rabbia e la rassegnazione. “Il partito Mediaset ha preso il totale sopravvento sul partito politico e molti di noi assistono impotenti a scelte incomprensibili che ci danneggiano come movimento e non solo – spiega sconsolato un parlamentare azzurro a ilfattoquotidiano.it dietro la garanzia dell’anonimato –. Una situazione vissuta con preoccupazione anche alla luce della drammatica caduta di consenso che per molti di noi vuol dire non essere rieletti al prossimo giro”.

Insomma, con l’extra gettito atteso dal pagamento del canone Rai in bolletta elettrica che potrebbe determinare il dirottamento verso le emittenti private, Mediaset in testa, di una somma pari a 300 milioni di euro di introiti pubblicitari, il sospetto che il Silvio Berlusconi imprenditore stia prendendo il sopravvento sul Silvio Berlusconi politico è ormai largamente diffuso tra i parlamentari azzurri. Che lamentano il sacrificio degli interessi di partito, da parte dell’ex Cavaliere, a favore di quelli della sue aziende. Come dimostrerebbe, secondo molti, l’ostinazione con la quale Berlusconi sta insistendo sulla candidatura (a perdere) di Guido Bertolaso a Roma mandando in pezzi la coalizione di centrodestra e, di fatto, dando una mano al Pd del presidente del Consiglio Matteo Renzi. “Gli interessi del ‘partito’ Mediaset e quelli di Forza Italia non coincidono più anzi, il secondo è ormai funzionale al primo – prosegue la nostra fonte –. A questo punto resta solo il dilemma: andarsene e ricollocarsi come hanno fatto e faranno ancora in molti con Denis Verdini o tentare di dare vita ad un nuovo soggetto politico moderato”. Più facile a dirsi che a farsi.

Tra gli alleati, solo teorici e anzi ormai rivali di Forza Italia, invece, non si fanno grossi problemi a mettere la faccia all’accusa della ‘svendita’ degli interessi politici a quelli privati da parte del leader azzurro. “La coincidenza è davvero curiosa”, dice per esempio Fabio Rampelli, braccio destro della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, nonché uno dei sostenitori della prima ora della sua candidatura al Campidoglio. “È clamoroso che i maggiori introiti derivanti dall’eliminazione dell’evasione del canone Rai tramite il pagamento automatico in bolletta – aggiunge il capogruppo di FdI a Montecitorio – possano portare ad un incremento delle entrate pubblicitarie alle tv private. Bell’incoraggiamento a pagare le tasse quando poi i proventi finiscono indirettamente fuori dal perimetro dell’interesse pubblico. È comunque incredibile che questa coincidenza si palesi a ridosso delle elezioni amministrative. Spero – conclude – che non ci sia un nesso di causalità fra interessi privati e politica”. 

Anche dentro la Lega Nord la pensano allo stesso modo. Non a caso, il Carroccio ha deciso di appoggiare la corsa della Meloni proprio contro Bertolaso. Una denuncia decisa arriva da Davide Caparini, responsabile comunicazione del partito di Matteo Salvini: “L’accondiscendenza da parte di Forza Italia nei confronti del governo è nei fatti, basta guardare i voti a favore espressi sui provvedimenti proposti da Renzi e compagni, soprattutto al Senato”.

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