“La casa non si tocca”. Il Movimento 5 Stelle ha protestato alla Camera davanti alla commissione Finanze, chiamata a esaminare il decreto legislativo che recepisce la direttiva sui mutui. Diversi deputati hanno bloccato l’ingresso della commissione per impedire l’inizio dei lavori, con cartelli con scritte come “giù le mani dalla casa”. I deputati grillini chiedono di togliere la norma sulla vendita automatica della casa prevista, senza passare dal giudice, se non si pagano sette rate del mutuo, anche non consecutive.

Mentre la protesta era ancora in atto, il viceministro dell’Economia Enrico Morando é andato in sala governo con il relatore del dlgs Giovanni Sanga del Pd, il capogruppo del Pd in VI commissione Michele Pelillo, il capogruppo dem Ettore Rosato e i tecnici della commissione, e l’esame del decreto è stato rinviato a giovedì.

“Questa norma oggi non si voterà grazie alla nostra azione di blocco della commissione – avverte il vicepresidente della Camera e componente del direttorio M5s Luigi Di Maio – domani proveremo a fermarla in altro modo. Al diavolo la correttezza istituzionale, con la casa non si scherza”. “Il governo dice che non si è mai tirato indietro dal confronto, ma con questo provvedimento il confronto non si può fare, è una presa in giro, doveva pensarci prima. Il parere della Commissione non è vincolante, quindi il governo, se davvero vuole dialogare, o lo ritira, o lo cambia o lo cancella” affermano i deputati della Commissione Finanze che oggi sono stati affiancati nell’occupazione anche dagli altri colleghi e componenti del direttorio, come Carlo Sibilia, Carla Ruocco e Alessandro Di Battista.

La protesta del Movimento 5 Stelle è stata “una messinscena, un atto gravissimo” perché è “inaccettabile che si impedisca a deputati e governo di entrare in commissione”, ha attaccato Rosato al termine di una riunione con il governo. Con il decreto attuativo della direttiva sui mutui “si sistemano in maniera organica” una norma che “è quella che già si pratica per sentenza della Cassazione”.

Ma anche le altre anime dell’opposizione levano gli scudi contro la vendita automatica: “La norma che favorisce la requisizione delle case da parte delle banche va rivista – afferma Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia – è ovvio che i mutui vanno pagati ma chi è in già forte difficoltà non deve essere vittima di norme ancora più semplici e automatiche che lo sbatterebbero in mezzo a una strada. È assurdo vedere banche generose con imprenditori e speculatori che non restituiscono i soldi e poi severissime nei confronti di famiglie che faticano a pagare il mutuo”.

“Il governo con il pretesto di una direttiva europea si appresta ad introdurre la possibilità per le banche di espropriare e vendere la casa di un debitore in difficoltà senza passare da un tribunale – attacca Giovanni Paglia, esponente di Sinistra Italiana – lo fa non solo per i nuovi mutui ma anche per quelli in essere, dato che la clausola può essere inserita a posteriori. Un colpo di mano inaccettabile, che non può essere sanato se non con il ritiro del decreto legislativo”.