“Mi avete tolto un peso quando vi ho visto arrivare”. Sono le parole di Roberto Obert ai carabinieri quando, ieri pomeriggio, si sono presentati nella sua abitazione per condurlo a Torino dove poi è stato interrogato per l’omicidio di Gloria Rosboch, la sua ex professoressa uccisa il 13 gennaio in località Rossetti nel comune di Rivara nei pressi di una cisterna dentro una discarica, dove ieri sera è stato trovato il cadavere.

Quel che è certo è che la docente è stata strangolata da un laccio stretto intorno al collo. Obert, messo di fronte al lavoro d’indagine dei carabinieri del nucleo investigativo di Torino, ha confessato di aver partecipato al delitto, di cui però accusa il complice, Gabriele De Filippi. Che, dal canto suo, ribalta le accuse sostenendo di aver semplicemente assistito al fatto.

La testimonianza di Obert è ritenuta “leggermente più attendibile” rispetto a quella di De Filippi, poichè arrivata per prima, ma nessun indizio al momento lo pone in una posizione preminente in relazione all’omicidio.

L’esame autoptico sul corpo difficilmente fornirà elementi utili a definire chi materialmente abbia stretto il laccio al collo della donna, poiché il cadavere è rimasto in una cisterna piena d’acqua per oltre un mese. Più utili saranno invece gli esami sulla Clio bianca di Obert, su cui la donna salì e su cui si presume sia stata uccisa poco dopo, attorno alle 15 del 13 gennaio.

Il procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando, li accusa per ora entrambi di omicidio in concorso premeditato e parla di “piano diabolico e lungamente studiano, eseguito senza rimorsi”.

E’ invece accusata di concorso in omicidio la madre di De Filippi, Caterina Abbattista, che ha accompagnato il figlio all’appuntamento con Obert prima del delitto, ed è anche andata a riprenderlo dopo l’omicidio. La donna però nega qualsiasi coinvolgimento nella vicenda.