Una perla di Jovetic e un contropiede di Ljajic danno un calcio alla mini-crisi dell’Inter e spediscono i nerazzurri in semifinale di Coppa Italia. Successo importante perché stoppa settimane tribolate, lascia aperta la strada verso un trofeo e fa morale. Il ritorno alla vittoria, infatti, non arriva su un campo qualunque, ma a Napoli. Che vuol dire battere la squadra più celebrata del momento ed essere i primi a espugnare il San Paolo in stagione. Tra campionato ed Europa League, Maurizio Sarri non aveva mai perso a Fuorigrotta (11 vittorie e 2 pareggi).

Numeri che accrescono il valore del risultato, anche se nel valutare i novanta minuti non si può non tenere conto di due fattori. Il Napoli gioca per oltre un’ora senza Hamsik e Higuain. Oltre a rinunciare a Insigne, che non scende mai in campo. Non è una giustificazione, ma probabilmente non è un caso – men che meno un bel segnale – che la prima sconfitta interna e una partita senza gol all’attivo coincida con l’assenza dei titolarissimi. Le mosse di Sarri fanno il gioco dell’Inter, solida e come sempre attenta a non scoprirsi. Quella che piace a Mancini. Il tecnico marchigiano lascia fuori Murillo dopo le ultime prestazioni opache (dentro Juan Jesus) e mischia un po’ le carte. L’esclusione eccellente è quella di Icardi, al quale viene preferito un attacco senza punti di riferimento con Jovetic e Ljajic supportati da Perisic e Biabiany. A centrocampo si rivede Kondogbia, ma la sua prova è ancora negativa in fase d’impostazione: un aspetto del gioco che pare davvero non essere nelle sue corde.

Con Allan e Valdifiori, quindi, la partita finisce per farla il Napoli. Nel cuore del primo tempo gli azzurri avrebbero la palla per spaccare la partita con Callejon. Ma dopo la discesa di Strinic, lo spagnolo viene murato dal solito Handanovic, pronto a ripetersi poi su Mertens. Scarse le emozioni fino all’intervallo con i nerazzurri che fanno tanto possesso palla ma faticano ad affacciarsi dalle parti di Reina, chiamato per la prima volta in causa dopo oltre sessanta minuti per accompagnare sopra la traversa un tiro di Medel. Con il Napoli spuntato dalla trequarti in su, si crea il clima ideale perché possa maturare la ‘zona Inter’.

Che arriva puntuale a quarto d’ora dalla fine grazie a una giocata di Jovetic. Il serbo – colpevolmente lasciato libero da Koulibaly – viene lanciato da Medel (persa di Hamsik) e calcia da 25 metri con un colpo dei suoi: traiettoria imprendibile per Reina. Splendido e decisivo. Perché nel quarto d’ora finale, nonostante l’ingresso di Higuain, il Napoli non scatena l’inferno. Una girata di testa dell’argentino e una botta insidiosa di Mertens, poi espulso (doppia ammonizione) per una simulazione in area dopo un contatto con Miranda, sono gli unici brividi prima del raddoppio di Ljajic a chiudere una corsa di cinquanta metri in contropiede. C’è tempo per un parapiglia tra Mancini e Sarri che costa l’espulsione al tecnico nerazzurro. La Coppa Italia si conferma terreno di caccia dell’allenatore jesino, che ne ha vinte sei da calciatore e quattro in panchina. Il Napoli esce tra gli applausi del suo pubblico. È un momento troppo bello perché possa bastare la prima sconfitta interna della stagione a spegnere l’entusiasmo. Quello che mancava all’Inter, ora più carica di autostima.