Per mesi si è raccontato di un Inter troppo cinica e con zero fantasia. Incapace di produrre e divertire. Accade che nell’ultima giornata del girone d’andata, i nerazzurri mettano in scena la loro miglior partita sotto il profilo offensivo, creando almeno sei limpide occasioni da gol, anche grazie a un avversario, il Sassuolo, che gioca e lascia giocare.

Il paradosso è che Mancini, nonostante un finale con due centrocampisti offensivi e quattro attaccanti in campo, perda all’ultimo respiro di una partita godibile e divertente. Decide un rigore di Domenico Berardi, nato per un fallo di Miranda su Defrel dopo un intervento a vuoto di Murillo. In un attimo l’Inter, che aveva a lungo pregustato il titolo di campione d’inverno, potrebbe ritrovarsi terza in classifica al giro di boa. Se questi devono essere i risultati di una squadra che crea e si scopre, meglio il rosario di 1-0 che conta già nove grani. Le ragioni affondano non solo nell’imprecisione degli attaccanti. Perché in almeno tre occasioni sono decisivi gli interventi di Consigli, in giornata super dopo la clamorosa papera di mercoledì contro il Frosinone.

Il portiere neroverde è un iradiddio e sporca di tutto. Soprattutto una conclusione a giro di Ljajic al quarto d’ora: una parata da guardare e riguardare che si candida come miglior intervento della stagione. Ma già prima l’Inter aveva quasi esultato. Icardi dopo neanche un minuto e sempre Ljajic avevano fallito due clamorose occasioni. Dopo quindici minuti l’Inter avrebbe potuto essere avanti 3-0. Un rimpianto enorme visto il risultato finale. Anche se dopo l’avvio shock il Sassuolo cresce e inizia a essere propositivo come suo solito. Duncan gira meglio di Medel a centrocampo, Berardi manda più volte in crisi D’Ambrosio e quindi Handanovic inizia a mettere in pari il conteggio degli interventi decisivi. Prima dice no a una punizione di Sansone, poi è nel posto perfetto sul tocco sottomisura di Missiroli.

Nel frattempo Ljajic, a due metri dalla porta, spedisce una testata sopra la traversa. Segnali funesti di quel che il pomeriggio proporrà poi. Perché nel secondo tempo il canovaccio non cambia. L’Inter ha spazi nei quali far scatenare Perisic e Ljajic, anche se alle loro spalle Kondogbia continua a latitare. Il serbo si vede negare altre due volte il gol, mentre Handanovic respinge gli assalti di Falcinelli e si esalta su una una spaccata acrobatica di Floro Flores. Le porte sembrano stregate. Mancini aumenta la capacità offensiva dei suoi spedendo in campo Jovetic e Guarin per gli assalti finali, anche perché il ritmo del Sassuolo è decisamente calato. Le scorribande producono un altro intervento strepitoso di Consigli su Jovetic. Nel finale convulso Ljajic e Nagatomo pasticciano su un calcio d’angolo e consegnano l’ultima chance al Sassuolo. È quella giusto. Berardi dal dischetto non sbaglia. Poteva sbloccarsi solo così. Il Sassuolo sale prepotentemente in zona Europa League e continua a mietere vittime tra le big. L’Inter mastica amaro e rischia di scivolare dietro Napoli e Juventus.