Quo vado? La domanda era retorica: “In sala”, ha risposto in massa il pubblico italiano. Stimolo-risposta, dopo Pavlov ecco Zalone: il nuovo film di Checco ha frantumato ogni record d’incassi al primo giorno di programmazione, con 6 milioni 852 mila e 291 euro (dati Cinetel) per 1.300 schermi e 932.423 spettatori, compresi Renzi e famiglia in quel di Courmayeur. Fenomeno di costume, exploit nazional-popolare, case history sociologico? Pare perfino riduttivo: l’opera quarta di Zalone, ancora per la regia di Gennaro Nunziante, ha polverizzato il primato detenuto dal maghetto, con i 3 milioni e 350 mila euro rastrellati al debutto da Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2 nel 2011 e, in una lotta intestina, ha rimpiazzato il 3 novembre 2013 da 5 milioni e 780 mila euro di Sole a catinelle con il 1° gennaio 2016 quale giornata più ricca al box office italiano.

Insomma, Il risveglio della forza è sottotitolo che s’addice più a Checco che a Star Wars: il reboot di J.J. Abrams ha totalizzato fin qua 20 milioni e 848 mila euro, ma già alla fine di questo weekend potrebbe essere scavalcato da Quo vado?. Nel frattempo, a farne le spese sono i due cinepanettoni, Vacanze ai Caraibi con Christian De Sica e Natale col boss della Filmauro: in più di due settimane di programmazione, rispettivamente con 6 milioni e 819mila e 6 milioni e 706 mila euro, hanno fatto meno che Zalone in 24 ore.

Un trionfo, e il produttore Pietro Valsecchi gongola: “Quasi 7 milioni di euro di incasso nel primo giorno di programmazione è un dato incredibile: anche a voler essere molto ottimisti nessuno avrebbe potuto immaginare una partenza così. Il 2016 si apre per il nostro cinema con un’iniezione di fiducia di cui si sentiva davvero il bisogno”. Quo vado? è già l’ottavo incasso stagionale e scalzare dalla vetta l’animazione Pixar Inside Out, 25 milioni e 342 mila euro, non è un se, ma un quando: piuttosto, farà meglio di Sole a catinelle (52 milioni) o addirittura di Avatar (65 milioni)?

Per Valsecchi “dovrebbe uscire un nuovo Zalone ogni anno per dare una spinta all’intero sistema del cinema italiano”, ma non sarebbe meglio sfruttare il Zalone che abbiamo già, all’anagrafe Luca Medici? Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini lasci perdere il tax credit e presenti un decreto legge che imponga l’utilizzo di Zalone quale attore e sceneggiatore nella totalità dei film prodotti in Italia. Dunque, un film di Nanni Moretti scritto e interpretato da Checco, uno di Marco Bellocchio con protagonista e co-sceneggiatore Checco e così via: ritorneremmo in breve la prima superpotenza cinematografica al mondo.

In realtà, Luca Medici cura pure le musiche: per non incorrere nell’Antitrust, si potrebbe pensare per gli spartiti del cinema tricolore a un lavoro a quattro mani con Francesco De Gregori, già ammirato cantore de Gli uomini sessuali. Non finisce qui. Se Maurizio Gasparri fa di Quo vado? spuntata arma politica (“Renzi ha appreso di essere un imbroglione truffatore anche da questa pellicola, che evidenzia come la presunta abolizione delle province sia stato un inganno del governo Renzi e del trio Renzi-Del Rio-Madia”), Checco punta Mattarella: archiviato il discorso di fine anno, i discorsi d’inizio anno sono già tutti suoi.

Ma c’è di più, l’effetto Zalone non conosce confini né Porte Sante: per invertire la rotta del Giubileo flop, nell’Aula Nervi in Vaticano verrà proiettato 24 ore su 24 Quo Vado?. Altro che Chiamatemi Francesco, chiamatelo Checco.

Dal Fatto Quotidiano del 2 gennaio 2016