Mattarella raccoglie il testimone di Napolitano sul caso Abu Omar e onora l’accordo con gli Usa sul “salvataggio” degli agenti Cia condannati per il sequestro dell’imam. Su tre provvedimenti di grazia firmati oggi al Quirninale due riguardano l’ex capocentro della Cia a Milano Robert Seldon Lady - il più noto fra gli 007 condannati in Italia per il sequestro avvenuto a Milano nel 2003 nell’ambito delle extraordinary rendition organizzate dagli Usa in chiave antiterrorismo – e Betnie Medero, anche lei agente della Cia condannata per lo stesso caso. La scelta del presidente Mattarella segue le orme del suo predecessore, Giorgio Napolitano, che aveva adottato il medesimo provvedimento nei confronti di un colonnello dell’aviazione Usa in forza alla base di Aviano, che partecipò all’operazione, Joseph Romano. Il Fatto Quotidiano svelò che il salvataggio dei 22 agenti Cia condannati in seguito all’inchiesta della procura di Milano coordinata da Armando Spataro e Ferdinando Pomarici – che comunque non hanno fatto un giorno di carcere e non risultano presenti in Italia – fu una precisa richiesta del presidente Usa Barack Obama rivolta allo stesso Napolitano durante un incontro ufficiale del febbraio 2013.

A Seldon Lady, condannato a nove anni di reclusione, ritenuto la mente del sequestro e uomo cerniera con i colleghi italiani del Sismi, è stata concessa la grazia parziale di due anni. A Medero la grazia della pena ancora da espiare (tre anni di reclusione), estesa anche alla pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Entrambi erano stati riconosciuti colpevoli di sequestro di persona. Seldon fu fermato a Panama nel luglio del 2013 sulla base di una richiesta di ricerca internazionale firmata dall’allora ministro della Giustizia Paola Severino. La quale aveva stabilito che il tentativo di arrestare e far estradare in Italia i responsabili Usa del sequestro di Abu Omar avrebbe riguardato solo i condannati a pene superiori a quattro anni.

“In riferimento alle 23 richieste della Procura generale di Milano di diffondere le ricerche in campo internazionale per i cittadini statunitensi condannati in via definitiva nel procedimento per il sequestro di Abu Omar”, si legge in una nota stampa del 21 dicembre 2012, “il ministro della Giustizia Paola Severino ha deciso di diffondere le ricerche per uno solo dei condannati. Si tratta di Robert Seldon Lady, che deve scontare 6 anni di pena. Per gli altri condannati la pena non è invece superiore a 4 anni.
Il ministro si è così adeguata a quanto stabilito dal decreto ministeriale del gennaio 2000 e da altre circolari in materia, secondo cui non viene richiesta l’estradizione – e quindi non sono diffuse le ricerche internazionali – quando la pena da scontare non supera i quattro anni”. (In realtà il decreto citato nel comunicato ha una postilla: “Tranne che, in relazione alla natura del reato ed alla personalità del suo autore, la richiesta stessa risulti comunque opportuna”).

Con il provvedimento firmato da Mattarella oggi, la pena per Seldon Lady scende da sei anni (i nove originari meno i tre dell’indulto del 2006) a quattro anni, giusto sotto la soglia stabilita dalla Severino. Il successore in carica al momento dell’arresto di Seldon Lady a Panama, Annamaria Cancellieri, firmò una richiesta di fermo, ma poche ore dopo l’agente segreto si trovava già al sicuro negli Stati Uniti.

Nessuno dei due si trova attualmente in Italia. La decisione tiene conto del parere favorevole formulato dal ministro della Giustizia a conclusione della prevista istruttoria. Nella valutazione delle domande di grazia, il Capo dello Stato ha in primo luogo considerato la circostanza che gli Stati Uniti hanno, sin dalla prima elezione del presidente Obama, interrotto la pratica delle extraordinary renditions, giudicata dall’Italia e dalla Unione Europea non compatibile con i principi fondamentali di uno Stato di diritto. Per quanto riguarda la Medero, è stata in particolare valutata l’entità della pena a lei inflitta, minore rispetto a quella degli altri condannati per il medesimo reato che hanno presentato domanda di grazia. Relativamente a Seldon Lady, il Capo dello Stato ha ritenuto di riequilibrare il trattamento sanzionatorio a lui inflitto rispetto a quello degli altri condannati per il medesimo reato.

Il terzo decreto di grazia riguarda invece Massimo Romani per il totale della pena ancora da espiare, relativa alla condanna a trent’anni di reclusione, inflitta a seguito del riconoscimento della sentenza thailandese di condanna 40 anni di reclusione (ridotti a trenta in Italia), per detenzione di sostanze stupefacenti. L’esecuzione della pena detentiva è in corso dal 17 aprile 2008, dapprima in Thailandia e dall’agosto 2014 in Italia.