I medici di tutta Italia si fermeranno mercoledì 16 dicembre. Urgenze a parte, negli ospedali e nei presidi territoriali della Asl i dottori potranno saltare le attività programmate come interventi, visite e esami diagnostici mentre gli studi dei medici di famiglia e dei pediatri potranno rimanere chiusi. Alla base della protesta la copertura economica dell’emendamento presentato lunedì dal Governo per l’assunzione di personale sanitario necessaria a fare fronte all’entrata in vigore delle norme Ue sull’orario di lavoro.

Per il ministro Beatrice Lorenzin i fondi generati da altri provvedimenti contenuti nella legge di Stabilità serviranno per assumere fino a 6mila medici e infermieri, ma per il segretario della Fp-Cgil medici, Massimo Cozza, mancano le risorse economiche certe per far si che quello presentato sia un buon punto di partenza perché “basato su risparmi regionali tutti da verificare”, che riguardano Regioni “già in difficoltà economica”.

Per i sindacati, lo sciopero di mercoledì è un modo per “richiamare l’attenzione dei cittadini sul rischio concreto di sopravvivenza per il Servizio sanitario nazionale e per le erogazioni di prestazioni ai cittadini stessi”, ha spiegato Cozza. La protesta infatti copre tutti i problemi generali della sanità, tra cui le assunzioni rappresentano solo una parte: un’altro tassello è costituito dai tagli che i medici denunciano nella legge di Stabilità, “che porteranno a un’ulteriore riduzione delle prestazioni ai cittadini”.

Ad incrociare le braccia saranno oltre 200mila camici bianchi, 2 milioni le prestazioni sanitarie a rischio, tra visite ed esami di laboratorio, e fino a 40mila gli interventi chirurgici. Saranno in ogni caso garantite le urgenze, le visite in assistenza programmata a pazienti terminali e le prestazioni di assistenza domiciliare integrata. I medici manifesteranno con un sit-in, a partire dalle 11.00, all’Ospedale San Camillo di Roma. La battaglia dei sindacati ripartirà poi a gennaio, con i medici pronti a dichiarare altre due giornate di sciopero e altre forme di protesta.