Grandi sfide per grandi sogni. Purché non si trasformino in un incubo. Barcellona-Roma e Juventus-Manchester City probabilmente non saranno decisive per la qualificazione, ma possono indirizzare il cammino delle italiane in Champions League verso gli ottavi di finale o la “retrocessione” in Europa League. Non solo per una mera questione di classifica (quella potrebbe decidersi all’ultima giornata), soprattutto per il morale. La prima in campo, stasera, è la Roma di Rudi Garcia. A cui tocca anche l’impegno più severo, forse impossibile: il Barcellona fresco del 4-0 rifilato nel Clasico al Real Madrid, nella bolgia del Camp Nou. Il tecnico francese ha parlato come chi non ha nulla da perdere: “Sono fortissimi ma non invincibili. Un pareggio sarebbe un grande risultato, una vittoria ci cambierebbe il futuro”. Ha ragione: il successo sofferto all’Olimpico contro il Bayer Leverkusen permette ai giallorossi di giocare con relativa serenità.

La Roma a Barcellona per provare l’impresa
Per passare il turno servirà battere il Bate Borisov all’ultima giornata, sperando che il Barca già qualificato faccia il suo dovere col Bayer (non dovrà perdere in Germania). Il confronto di stasera sarà utile soprattutto per tastare il polso ad una squadra troppo altalenante. Qualche stop imprevisto (l’ultimo a Bologna), le formazioni che continuano a cambiare, quel gioco che ancora non decolla. Tutto sul banco di prova più difficile d’Europa in questo momento. La stella polare per affrontare la partita è la gara d’andata: un 1-1, tutto sommato meritato, ottenuto puntando sulla difesa e sudando per novanta minuti. Le giuste armi di una squadra forte contro una corazzata superiore. Con Florenzi (elogiato anche dagli avversari) probabilmente arretrato in difesa, e il rilancio dell’ex Iago Falque in attacco. Lo spauracchio, invece, è l’1-7 incassato l’anno scorso dal Bayern Monaco. Quella lezione a Roma non se la sono ancora scordata, e tanti dicono abbia condizionato tutto l’esito della passata stagione. È il rischio principale anche per il match di stasera.

La Juve allo Stadium per chiudere il discorso qualificazione
Paradossalmente ha più pressione la Juventus, pur con un piede già negli ottavi. In casa con il City, davanti al proprio pubblico, i bianconeri possono fare risultato. L’ambiente ci crede, e del resto contro gli inglesi la Juve ha già vinto all’esordio all’andata, prima che la frenata nella doppia sfida col Borussia Monchengladbach permettesse la rimonta in classifica di Aguero e compagni. Un successo significherebbe tornare al primo posto del girone e, in attesa dell’ultima giornata, aspirare ad un sorteggio agli ottavi da testa di serie. Evitare Real, United e Bayern metterebbe in discesa il cammino europeo. Per questo i tifosi chiedono una grande notte di Champions. Magari con un’altra magia di Dybala, che sembra aver finalmente convinto anche Allegri (ancora alla ricerca del modulo ideale: possibile il ritorno alla difesa a 3 e la conferma di Alex Sandro a sinistra). Dall’altra parte, però, stavolta ci sarà il Kun Aguero, assente all’andata, in grado di cambiare da solo il volto del City. Per questo ci vorrà anche attenzione. Volando più basso, un pareggio permetterebbe quantomeno ai bianconeri di ipotecare la qualificazione (anche in caso di sconfitta a Siviglia con massimo due gol di scarto). Invece con la sconfitta (e vittoria del Siviglia col Borussia) tornerebbe tutto in gioco: l’ultima giornata in Spagna diventerebbe uno spareggio rischiosissimo. Un incubo, appunto, per chi sogna di replicare in Europa l’exploit dello scorso anno.

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