Cita Eraclito, chiede ai magistrati di andare avanti, si dichiara parte lesa e critica i giornali, colpevoli “del consueto massacro mediatico, che è una barbarie e un oltraggio allo stato di diritto”. E ovviamente va avanti, snocciolando annunci e prossimi provvedimenti della giunta da lui presieduta. La concussione di cui è accusato? Non ne sa nulla: tutto a sua insaputa. All’indomani della notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati con l’accusa di concussione (e non corruzione come emerso in un primo momento), il governatore della Campania Vincenzo De Luca si difende attaccando. “Sostengo pienamente l’azione della magistratura e la invito ad andare avanti con estremo vigore e in tempi rapidi” ha detto l’ex sindaco di Salerno, che sulla vicenda che lo vede coinvolto ha assicurato di “non essere a conoscenza di nulla, di nulla, di nulla”. Ripetuto tre volte, perché “il controllo di legalità per le persone perbene è un vantaggio, non un fastidio”.

Stessa, identica presa di posizione quando si tratta di spiegare (senza contraddittorio) i motivi di quella telefonata di Gugliemo Manna, marito del giudice Scognamiglio (entrambi indagati), al braccio destro del governatore. Oggetto: chiedere un’assunzione in cambio di un trattamento di favore nella sentenza che doveva decidere circa la sospensione del neo eletto presidente campano per effetto della legge Severino. “Leggo di questo Manna: io non so chi sia, dove viva, cosa faccia. Nessuno in maniera pubblica né privata mi ha mai fatto cenno a questa persona” ha assicurato il governatore, che si è dichiarato “parte lesa, io e l’istituzione”. Ciò che De Luca non spiega, tuttavia, è se il suo collaboratore Mastursi (indagato e già fatto dimettere) lo avesse messo al corrente della telefonata incriminata. Il presidente, poi, ha annunciato una battaglia in “maniera ferma nei confronti di chiunque oserà nei prossimi giorni gettare ombre sui nostri comportamenti. Ci rivarremo nei confronti di chiunque offenderà la dignità delle nostre persone e delle nostre istituzioni“. “Da Napoli lanciamo la sfida della trasparenza, della correttezza e del rigore amministrativo – ha detto – Noi e il partito in cui milito siamo protagonisti di questa sfida e non arretreremo di un passo”.

E qui scatta il consueto attacco nei confronti di chi ha dato notizia dell’indagine a carico del governatore. “Quello che in Italia è andato crescendo sono gli effetti collaterali che riguardano tutto quanto fa seguito a un’iniziativa giudiziaria e cioè la ormai consolidata abitudine al massacro mediatico delle persone e istituzioni” ha detto il presidente, facendo notare che “questo sta diventando un segno di barbarie nel nostro Paese e di oltraggio permanente allo stato di diritto e alla Costituzione italiana“. De Luca in seguito va anche oltre: “C’è qualche organo di stampa con le pagine colorate come Topolino che dovrebbe chiudere se io non gli dessi tanto lavoro, ma è un grande tema che deve riguardare il rapporto tra diritto della persona, sistema giudiziario e sistema dell’informazione nel nostro paese”. “La mia opinione – ha aggiunto – è che per troppi anni abbiamo fatto finta di non vedere che sta crescendo una realtà mostruosa in Italia, fatta di oltraggio alla dignità delle persone e di totale perdita nei valori costituzionali fondamentali”.  “Sto facendo training autogeno, mi sto autocontrollando. Eraclito ricorda che il carattere è il demone dell’uomo e quindi bisogna mantenersi” ha sottolineato il presidente in conferenza stampa, tra rabbia e ironia: “Credo di aver dato ai giornalisti italiani più lavoro di Murdoch, mi aspetto di essere nominato cavaliere del lavoro – ha aggiunto – ai nostri collaboratori rivolgo invece l’appello di sempre: keep calm“.

La conclusione della conferenza stampa è stata invece dedicata ai prossimi provvedimenti della giunta campana. “Lunedì – ha annunciato De Luca – ci sarà una riunione del Consiglio regionale durante la quale faremo una legge per togliere da mezzo l’Arsan e approveremo una legge per la gestione del ciclo delle acque, provvedimento di grandissima importanza”. “Voi tutti sarete testimoni di un passaggio storico – ha aggiunto il governatore – potrete comunicare che da martedì viene cancellato un altro luogo comune che pesa sull’immagine di Napoli, cioè che l’acqua è poca e la papera non galleggia. Galleggeranno molte papere – ha concluso – e anche qualche asino”.