“È incredibile che mi abbiano invitato a parlare qui!”, s’interrompe ridendo Federico Pistono quando si accorge che dal palco del Barcelona Challengers Conferences, il cui sponsor principale è la Mazda, sta predicendo la fine dell’automobile come la intendiamo oggi. Ma sono rischi che la Casa giapponese sapeva di correre quando ha deciso di sostenere il Summit mondiale dei Nobel per la Pace e di ospitare nel Mazda Space, un palazzo nel centro Barcellona, le “lectures” organizzate dal segretariato permanente. Durante le “Challengers Conferences” non si parla di Mazda o di automobili, ma della responsabilità dei cittadini nella creazione di un mondo migliore.

In questo caso l’argomento è “Come l’innovazione e la tecnologia cambieranno il lavoro”, e dunque dopo il premio Nobel Jody Williams (attivista americana, ha ricevuto l’onorificenza per il suo impegno contro le mine antiuomo, oggi combatte contro i “killer robot”) sale sul palco il 29enne italiano, autore del libro “I robot ti ruberanno il lavoro, ma va bene così: come sopravvivere al collasso economico ed essere felici”. Lì l’autore e imprenditore – ha fondato Konoz, un sito su cui si possono seguire gratuitamente lezioni su ogni argomento – racconta la sua visione sul lavoro di domani: in Europa, nel giro di 20 anni la metà dei lavori saranno automatizzati e questo creerà il fenomeno dei “disoccupati tecnologici”, che non saranno in grado di reintegrarsi nel nuovo mercato del lavoro. Fra questi, ci saranno anche tutti coloro che oggi fanno gli autisti.

Fra una ventina d’anni guidare sarà illegale, considereremo irresponsabile mettere un umano al volante. Guidare rimarrà l’hobby di pochi”

“Fra una ventina d’anni guidare sarà illegale”, dice Pistono a Ilfattoquotidiano.it durante un’intervista. “Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte fra i giovani, presto considereremo irresponsabile mettere un umano al volante di una macchina”. Secondo Pistono, la guida autonoma è inevitabile perché ha vantaggi enormi: riduzione del traffico, del numero dei veicoli circolanti e del costo degli spostamenti dei viaggi. “Dopo un periodo di transizione dovuto all’inerzia sociale più che ai limiti tecnologici, nessuno vorrà più possedere un’auto, tranne qualche collezionista e appassionato”. Secondo l’autore, la guida non sparirà completamente – del resto, dice, l’uomo ha imparato ad allevare gli animali per nutrirsene, ma non per questo ha cancellato la caccia – ma sarà un hobby di pochi, mentre la maggior parte della popolazione considererà l’auto come un servizio. Dunque, chiediamo, le case automobilistiche che studiano i sistemi di guida intelligente – fra queste c’è la stessa Mazda – si stanno scavando la fossa con le loro mani? No, dice Pistono, “ma il valore dell’industria automobilistica non si misurerà sul veicolo quanto sull’esperienza a bordo e sui servizi aggiuntivi”.

Federico Pistono

Secondo i calcoli del giovane studioso e “nomade digitale”, come lui stesso si definisce, la guida autonoma provocherà milioni di esuberi fra tassisti, autisti, corrieri, autostrasportatori, meccanici, carrozzieri, vigili, assicuratori: circa il 2,8-2,9% della popolazione attiva – diciamo 4 milioni di persone in Europa – guida per lavoro, e un altro 4-5% ha occupazioni legate alla guida. Che cosa faranno questi ex autisti? “L’economia non manterrà la sua promessa di creare nuovi posti di lavoro alla stessa velocità a cui la tecnologia li distruggerà ”, dice Pistono, secondo cui dovremo semplicemente abbandonare l’idea di un mercato in cui ciascuno debba guadagnarsi da vivere.

L’economia non manterrà la sua promessa di creare nuovi posti di lavoro alla stessa velocità a cui la tecnologia li distruggerà”

Il suo ragionamento si applica a ogni settore economico, dalla grande distribuzione all’industria e ai servizi. E non contestatelo dicendogli che i robot nelle fabbriche non hanno cancellato il lavoro degli operai, perché vi risponderà che non ha senso fare paragoni con il passato, visto che i miglioramenti tecnologici accelerano esponenzialmente – nel suo libro impiega un intero capitolo per esporre questo concetto matematico – e non possiamo prevedere cosa succederà quando la curva s’impennerà.

Secondo Pistono, la transizione verso il “reddito di base” o “reddito di cittadinanza” è la soluzione inevitabile per le società del futuro, dove solo una frazione trascurabile della popolazione lavorerà: l’Alaska Permanent Found, che distribuisce i proventi del petrolio alla popolazione, è un esempio di come potrebbero funzionare un giorno gli Stati. “Serve un fondo nazionale, gestito esternamente alla politica, che distribuisca il profitto proveniente dalle attività robotizzate”, dice Pistono. Che nel suo libro dedica quasi metà delle 200 pagine a spiegare perché liberarci dalla schiavitù di un lavoro che odiamo – pare sia così nell’80% dei casi – può essere una grande opportunità per riscoprire la felicità e il senso profondo della vita.