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Materiali riciclati e meno emissioni. Così la Duster riduce l’impatto ambientale

Sul suv Dacia debutta lo Starkle, composito resistente e riutilizzabile scelto per ridurre sia i consumi energetici che l'impronta di carbonio
Materiali riciclati e meno emissioni. Così la Duster riduce l’impatto ambientale
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Pratica e sostenibile, non solo nelle alimentazioni. A partire dal GPL, passando per il Mild Hybrid 140 e arrivando all’Hybrid 155. Già, perché Dacia Duster è più “amica dell’ambiente” anche nei materiali, parte dei quali sono innovativi, oltre che resistenti e intelligenti. Anche dal punto di vista acustico il Suv offre qualcosa i più, perché la rumorosità di rotolamento è migliorata in media di 2dB: ne beneficia chi è a bordo, ma non solo.

Il fiore all’occhiello del costruttore è lo Starkle, composto per il 20% da materiale riciclato e anche ulteriormente riciclabile. Si tratta di una “sostanza” composita che permette di integrare una quantità maggiore di plastica riciclata nei componenti interni ed esterni del veicolo. Impiegato allo stato grezzo, contribuisce a contenere in modo “significativo” (la definizione è di Dacia) l’impatto ambientale legato al processo produttivo.

Lo Starkle “consuma meno risorse e non richiede verniciatura”, significa che ha ricadute positive sull’abbattimento dell’impronta di carbonio. Anche dal punto di vista estetico ha una sua rilevanza perché pur essendo robusto è anche immediatamente riconoscibile grazie all’aspetto brillante che lo contraddistingue. “La sua struttura esterna è progettata per soddisfare gli elevati standard automobilistici in termini di resistenza agli urti, ai graffi e all’invecchiamento da esposizione ai raggi UV, oltre a facilitare la pulizia”, assicura il costruttore, che ha scelto la Duster per lanciare questo materiale.

Ingegneri e designer lo hanno adottato per le protezioni esterne della carrozzeria, utilizzandolo anche per la scocca, nei passaruota, negli elementi verticali applicati alle porte anteriori (gli “snorkel”), nei triangoli del paraurti anteriore e nelle piastre di protezione. Anche grazie a questa soluzione, il Suv vanta una percentuale di materiali plastici riciclati superiore alla media del segmento: l’incremento rispetto alla seconda generazione è dell’8%.

Per contenere l’impronta di carbonio, Dacia ha scelto anche finiture alternative alla cromatura che riducono il consumo energetico e l’inquinamento delle acque reflue. Il costruttore parla di una “filosofia eco-smart pienamente coerente con i valori Dacia”, che sono quelli che ne hanno decretato il successo. Ossia: essenzialità, funzionalità e rispetto per l’ambiente.

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