La procura di Roma ha aperto un fascicolo sulle spese del sindaco Ignazio Marino sulla base di esposti presentati da Fratelli d’Italia e dal Movimento Cinque Stelle. Il fascicolo, per ora, è senza ipotesi di reato né iscrizioni.

Sulla vicenda delle spese di rappresentanza effettuate dal sindaco con la carta di credito del Campidoglio (il cui dettaglio è stato recentemente messo online), al centro delle polemiche e di esposti alla Procura e alla Corte dei conti da parte delle opposizioni, Marino intervistato dal settimanale Chi ha detto che “erano tutte spese istituzionali, incontri e cene fatte per affrontare i problemi della città. E questo succede ovunque, anzi, Roma con me spende meno che in passato e certamente in linea con le altri grandi città”. Il Campidoglio aveva inoltre spiegato che in poco più di due anni – da quando è diventato sindaco – Marino ha speso 1.789,43 euro al mese, di cui “773 per rappresentanza e 1.016,43 per missione”. “Le spese di rappresentanza degli organi di governo del Comune di Roma Capitale – sottolinea una nota – per il 2014 ammontano complessivamente alla cifra certificata di 128.028,10 euro.

Marino, sempre sulla rivista del gruppo Mondadori, ha confermato: “Non nasco politico e non morirò politico. Ho sempre pensato fosse un impegno a termine. Dal 2023 sicuramente non farò più politica e magari vivrò a Sydney, anche se mia moglie non ne può più di traslocare”. Poi è tornato a parlare delle sue vacanze americane: “Ho deciso di passare 14 giorni negli Usa quest’estate perché in Italia con mia moglie e mia figlia non possiamo fare un passo senza tre auto e sette uomini di scorta – ha precisato -. Dopo varie minacce e lettere con proiettili, non mi è consentito prendere un gelato sotto casa senza avvertire i carabinieri incaricati della mia sicurezza. Rispetto il loro lavoro e volevo stare tranquillo in famiglia, quindi ho optato per quella vacanza”.

E sul recente viaggio a Filadelfia, anche questo seguito da una scia di polemiche, il primo cittadino ha detto che “era organizzato da tempo, sia per il mio intervento all’università, sia per incontrare imprenditori disposti a finanziare progetti come il restauro dei Fori. Spendere anche 1.500 euro per invitare chi versa due milioni di euro per restaurare il Foro di Traiano o per ottenere i fondi per la riqualificazione delle periferie non crede sia vantaggioso? – domanda all’intervistatore – Ad aprile il sindaco di Filadelfia è venuto a Roma per informarsi sulla nostra esperienza in merito a questi grandi eventi di accoglienza e mi ha invitato. Ho unito i vari impegni in un solo viaggio. Tutto qui”.