I caccia della Nato hanno bombardato il centro traumatologico di Medici Senza Frontiere a Kunduz City, capoluogo della provincia settentrionale e prima città a cadere nelle mani dei talebani dopo la guerra del 2001, che da giorni si è trasformata in un teatro di scontri. Secondo il governo afghano all’interno della struttura erano “nascosti alcuni terroristi”, lasciando intendere che per le forze della coalizione la struttura si era trasformata in un obiettivo militare. L’Onu ha condannato l’operazione militare avvenuta nella notte tra il 2 e il 3 ottobre sottolineando che potrebbe essere considerata come “un crimine di guerra“. Nel raid sono state uccise oltre venti persone – come hanno dichiarato alcune fonti dell’organizzazione al sito internet del The Guardian – tra cui tre bambini. Anche se il numero dei morti potrebbe salire. Secondo un medico di Msf, tra le vittime ci sono otto infermieri, tre medici, sei guardie di sicurezza e un farmacista.

Forze armate Usa: “Effetto collaterale”. Kabul: “Talebani erano nascosti all’interno”
Subito dopo il bombardamento, il portavoce delle forze armate americane in Afghanistan, il colonnello Brian Tribus, ha ammesso che l’attacco “potrebbe avere causato danni collaterali ad una struttura medica della città”. In un primo momento si è parlato di un errore, dunque. Ma il governo di Kabul, tramite il portavoce del ministero degli Interni, Seddiq Seddiqi, durante una conferenza stampa, ha dichiarato che nell’ospedale erano nascosti 10-15 talebani: “Negli scontri con le truppe governative, i terroristi hanno deciso di nascondersi nell’ospedale”. La struttura è stata considerata come un bersaglio militare, stando alle parole del portavoce che ha espresso il cordoglio del governo per la morte dei medici di Msf, ma ha precisato che nell’operazione “sono morti anche tutti i terroristi”. E in serata il segretario alla Difesa americano Ash Carter ha dichiarato: “Stiamo cercando di determinare cosa sia successo esattamente e voglio esprimere il mio cordoglio alle persone colpite”. “Un’indagine completa sui tragici fatti è in corso in coordinamento con il governo afghano”.

Onu: “Raid potrebbe essere considerato crimine di guerra”
L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid Ràad al-Hussein, ha definito quanto successo la notte scorsa un atto “assolutamente tragico, ingiustificabile e possibilmente anche criminale“. “Questo evento profondamente scioccante dovrebbe essere indagato in maniera rapida, approfondita e indipendente – ha chiesto al-Hussein – ed i risultati dovrebbero essere resi pubblici. La gravità dell’incidente è sottolineata dal fatto che, se sarà stabilito che è stato deliberato, il bombardamento di un ospedale può configurarsi come crimine di guerra“. “Gli strateghi militari internazionali e afghani – ha concluso il responsabile dell’Onu per i diritti umani – hanno l’obbligo di rispettare e proteggere i civili sempre e le strutture mediche ed il loro personale sono oggetto di una protezione speciale. Questi obblighi riguardano ogni forza aerea coinvolta”.

Mfs: “Bombardamento è proseguito per mezz’ora”
L’ipotesi che il bombardamento non sia stato un errore trapela anche dalle parole dell’organizzazione umanitaria. L’attacco è proseguito per mezz’ora dalla segnalazione alle forze armate Usa e afghane, ha denunciato Msf su Twitter, aggiungendo che “tutte le parti in conflitto, incluse Kabul e Washington, conoscevano le coordinate delle nostre strutture già da mesi”. Nel frattempo, il portavoce dei talebani Zabiullah Mujahid ha fatto sapere che “al momento dell’attacco” tra i pazienti dell’ospedale “non c’era nessuno dei nostri combattenti”.