E’ scattata la controffensiva per riprendere il controllo di Kunduz City, all’indomani della presa da parte dei talebani della città nel nord dell’Afghanistan. Con un raid aereo i caccia militari Usa hanno bombardato postazioni nemiche alla periferia della città, mentre le forze afghane hanno dato il via a un’operazione via terra. L’obiettivo – ha spiegato il portavoce per le missioni Usa e Nato, colonnello Brian Tribus – è quello di “eliminare una minaccia specifica” contro le forze occidentali. L’attacco è avvenuto intorno alle 9 locali, le 6 italiane, e rappresenta la prima risposta degli Stati Uniti per liberare la città.

Il portavoce della polizia della città, Sayed Sarwar Husaini, ha precisato che “le forze afghane stanno avanzando ed hanno già ripreso il quartier generale della polizia e l’edificio della prigione”. Da parte sua il portavoce del ministero dell’Interno, Siddiq Siddiqi, ha detto che “rinforzi sono arrivati a Kunduz City, parte della città è già stata riconquistata e liberata dai terroristi, e presto sarà lanciata una grande operazione di ripulitura”.

Lunedì 28 settembre gran parte dei palazzi governativi del capoluogo della provincia settentrionale sono caduti nelle mani dei talebani, che hanno alzato la loro bandiera sulla piazza della città. Kunduz è la prima città dell’Afghanistan ad essere conquistata dalle forze talebane dopo l’invasione guidata dagli Stati Uniti nel 2001 per rovesciare il loro regime accusato di dare appoggio ad Al Qaida all’indomani degli attacchi dell’11 settembre. Poco prima della controffensiva, il leader degli integralisti Mullah Ahktar Mansur ha diffuso un messaggio nel quale raccomanda ai combattenti di “salvaguardare vite, proprietà e onore degli abitanti”. Mansur ha inoltre proposto a chi aveva collaborato con il governo di pentirsi e aveva chiesto alle autorità di Kabul di “ammettere la sconfitta” ed “accettare la vittoria dei mujaheddin come una amara realtà”.