A meno di un anno dalla nomina Silvano Cassano si è dimesso dalla carica di amministratore delegato di Alitalia-Sai. A comunicarlo ai dipendenti è stato il presidente Luca Cordero di Montezemolo, che ha assunto l’incarico ad interim facendo sapere che ora la compagnia passerà “alla prossima fase della strategia di trasformazione del business con una nuova guida”. Nei mesi scorsi non sono mancate indiscrezioni su presunti screzi tra i due. La nota della compagnia attribuisce l’addio alle classiche “ragioni personali“, ma secondo fonti interpellate dall’Adnkronos le tensioni al vertice della società partecipata al 49% da Etihad sono state causate anche da risultati peggiori delle previsioni. Nel primo trimestre 2015 il rosso è ammontato a 100 milioni, ma senza la plusvalenza arrivata dalla cessione del 75% del programma Millemiglia sarebbe salito a 202,4 milioni. Nel 2014 la vecchia Alitalia-Cai aveva accumulato una perdita di quasi 600 milioni. Il nuovo piano industriale varato con l’ingresso del gruppo degli Emirati prevede il raggiungimento di un utile di 100 milioni solo nel 2017, obiettivo che alla luce dell’attuale andamento dei conti sembra allontanarsi. Di qui lo scontento degli azionisti.

Peraltro a luglio, dopo l’ennesimo incidente nell’aeroporto di Fiumicino, Cassano ha minacciato l’abbandono dello scalo da parte della compagnia attribuendo i problemi a “anni e anni di investimenti e pianificazione inadeguati” e auspicando “meno attenzione alla finanza e più attenzione al mercato e alle esigenze dei passeggeri”. Un attacco diretto alla famiglia Benetton, a cui attraverso Atlantia fa capo Aeroporti di Roma ma che è anche socia di Alitalia.

Nei giorni scorsi, poi, i sindacati hanno lanciato l’allarme per il futuro di Alitalia Maintenance System, la società di manutenzione di motori e componenti per l’aeronautica di cui Alitalia è socio e unico cliente. Secondo l’Usb, “Alitalia Sai ha rallentato, fino alla sospensione, le commesse per la revisione dei motori previste dal contratto di servizio”, “contrariamente a quanto ci si sarebbe aspettato con il rilancio del gruppo Alitalia Sai e l’ingresso di Etihad”. Al punto che “la continuità aziendale è a rischio”.

Cassano è stato nominato ad di Alitalia il 5 settembre del 2014 ma ha assunto pienamente l’incarico solo dopo la chiusura dell’accordo tra Alitalia e Etihad, nel dicembre scorso. Di fatto, dunque, la sua parabola è durata solo nove mesi. Il manager ha cominciato la carriera in Hertz dove ha conosciuto l’australiano James Hogan, numero uno di Etihad e vicepresidente di Alitalia. Nel 2000 è passato in Fiat, dove ha assunto l’incarico di responsabile dei servizi finanziari di Fiat Auto, prima come amministratore delegato di Fidis, poi in qualità di presidente della business unit Consumer Service. Nel 2003 è stato nominato amministratore delegato di Benetton. Ha lasciato nel novembre 2006, pur rimanendo nel consiglio di amministrazione. In seguito ha guidato la compagnia di navigazione Grandi Navi Veloci.