È la notte del posto fisso per 16mila precari della scuola. Allo scoccare della mezzanotte tra l’uno e il due settembre, tutti i docenti che hanno presentato domanda riceveranno l’attesa risposta e, nei casi d’esito positivo, la proposta di assunzione. La “letterina magica” arriverà via mail, sulla posta certificata degli insegnanti di tutta Italia. Ma per molti di loro il sogno rischia di trasformarsi in un incubo: il contratto potrebbe essere a centinaia di chilometri da casa.

Domani parte ufficialmente la “Fase B” del piano straordinario di assunzioni. È il terzo atto della riforma, che completa i primi due: la “Fase zero” ha assegnato i posti ordinari da turn-over (per coprire i pensionamenti), la “Fase A” i posti vacanti e disponibile che esistevano già ma per cui non c’era mai stata l’autorizzazione economica del Ministero dell’Economia. In totale 47mila cattedre. La “Fase B” consiste nella redistribuzione dei posti residui, circa 16mila secondo i calcoli del Miur, oltre la metà sul sostegno ai disabili. La differenza, però, è che rispetto alle prime due tranche, con quella attuale entra in funzione il temuto meccanismo di “mobilità forzata” che agita da settimane i sogni dei prof: chi ha presentato domanda per il piano “straordinario” (circa 71mila in tutta Italia) è stato chiamato ad esprimere la preferenza per tutte e cento le province italiane. E se in quella di residenza non c’è disponibilità, sarà costretto a spostarsi, pena la cancellazione definitiva dalle graduatorie.

È il meccanismo studiato per distribuire i 55mila posti supplementari della “Fase C”, per la realizzazione degli organici funzionali: il cuore della riforma, che si completerà solo a novembre. Ma vale anche per la più ridotta “Fase B” delle cattedre residue. E qui il rischio è anche maggiore, visto che analizzando le tabelle diffuse da viale Trastevere risulta come il 71% della disponibilità sia in Regioni settentrionali: insieme a Roma (1.544 unità), Milano (2.290), Torino (969), Bergamo (628), Brescia (623) e Vicenza (452) sono tra le province con maggior vacanza. Mentre la gran parte dei precari è di origine meridionale. Per chi verrà incluso in questa fase la possibilità di trasferimento è molto alta, più che per la “Fase C”, dove la percentuale d’esodo dovrebbe essere minore. Infatti, paradossalmente, tanti si augurano quasi di ricevere risposta negativa adesso, per trovare posto a novembre più vicino casa.

L’esito verrà comunicato via Pec alle 00.01 del 2 settembre. A quel punto finirà un’attesa e ne comincerà un’altra, ancora più logorante: i destinatari di proposta d’assunzione avranno tempo fino alle 24 dell’11 settembre per fare la loro scelta. Accettare il ruolo o rifiutarlo, con tutte le conseguenze del caso: la presa in servizio nella provincia scelta dall’algoritmo del Ministero; oppure la cancellazione dalle liste, che significa rinunciare al posto fisso per confidare solo nel prossimo concorso. La lettera, comunque, conterrà solo la provincia di assegnazione, non la sede scolastica: quella verrà scelta tra il 12 e il 14 settembre, secondo i calendari pubblicati dagli Uffici territoriali. In tempo per l’inizio del nuovo anno scolastico.

Una deroga, parziale, è concessa soltanto a chi, pur essendo stato incluso nella “Fase B”, ha già accettato una supplenza al 30 giugno (o addirittura al 31 agosto): in questi casi i docenti potranno proseguire l’incarico e restare nella loro provincia fino al 2016, accettando l’assunzione con l’escamotage della “nomina giuridica”. Ma il trasferimento sarà solo rimandato di un anno. L’esodo della riforma Giannini comincia domani.

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