Sarebbe bello se Giorgio Vittadini spezzasse la cappa di ipocrisia che sovrasta il Meeting di CL e trovasse il coraggio di salire sul palco per pronunciare un discorso liberatorio fatto più o meno così: “Cari Maurizio Lupi, Roberto Formigoni, Frank Cavallo, Ercole Incalza, Salvatore Menolascina e Francesco Ferrara, sappiamo che siete tutti finiti nei guai per storie diverse, qualcuno indagato o arrestato e qualcuno costretto alle dimissioni senza essere indagato, come Lupi. Ebbene, noi del Meeting di CL non vi dimentichiamo. Sperando che siate tutti liberi (in tutti i sensi) e disponibili, vi chiediamo di mettere a disposizione del Meeting le vostre conoscenze.

Non stiamo parlando di sussidiarietà o religione. Con voi, cari amici, vogliamo organizzare un dibattito sui mali che uccidono il mercato libero in Italia: la corruzione, le cricche e le raccomandazioni. Con te, mio vechio amico ‘zio Frank’, alias Francesco Cavallo, potremmo parlare di lobby e turbative di gara nelle grandi opere, visto che i magistrati di Firenze ti hanno spedito ai domiciliari perché ti accusano di traffici con l’ingegnere Stefano Perotti, dal quale incassavi 8 mila euro al mese e un telefonino aziendale mentre lo aiutavi a ottenere incarichi milionari per porti, autostrade e alta velocità.

Caro amico Frank, noi non facciamo finta di non averti mai conosciuto. Non dimentichiamo che eri fino al 2012 nel consiglio dei fondatori della Fondazione della Sussidarietà da me presieduta. Né dimentichiamo che eri l’amministratore della società editoriale del ‘nostro’ settimanale Tempi e che, grazie a cotanto curriculum il ministero diretto dal caro Maurizio Lupi ti ha nominato presidente di Centostazioni, gruppo FS, nel 2014. Anche in un dibattito sulle lobby potresti dire la tua. La società di cui eri socio con il 5 per cento (Inrete Srl) ha vinto (in Ati con altre aziende) la gara per la comunicazione della Regione Lombardia per un ammontare di 40 milioni di euro.

Dopo gli arresti, hai ceduto la tua quota e non sei più presidente così Cantone ha potuto dare il via libera all’appaltone che vale 8 milioni di euro solo per gli incontri istituzionali che saranno organizzati da Inrete. Frank, ti prego, non sfilarti dal dibattito con la scusa che non sei più nella società. Noi sappiamo che Inrete è sempre in mani amiche: lo sai anche tu che l’amministratore Simone Dattoli la controlla con il 67 per cento delle quote e ha collaborato fino al 2011 con la nostra Fondazione per la Sussidarietà. Nel Meeting 2011 curò per noi il dibattito sul gioco con i cari amici di Lottomatica e Sisal. Forza Frank, forza Simone, salite insieme sul palco con me!”.

Purtroppo difficilmente Vittadini mostrerà i suoi vecchi amici di Inrete ed è un vero peccato che tra un dibattito con il gran muftì di Parigi sul futuro delle religioni e il discorso di Renzi di domani non si trovi un buco neanche all’arena Frecciarossa per far parlare l’ex presidente di Centostazioni. Non si comprende perché Vittadini voglia disperdere tanto know-how. Chi meglio di Cavallo per guidare i ragazzi che accorrono al Meeting? Frank potrebbe salire sul palco con il vecchio amico ciellino che stavolta non è stato invitato a parlare: l’ex ministro Maurizio Lupi.

Sono talmente in sintonia mistica che nell’ottobre 2013 quando Lupi vola a Londra per omaggiare Tommaso Moro a Canterbury si porta proprio Cavallo. Sarebbe bello vederli sul palco insieme a Stefano Perotti, il progettista che trovava lavoro al figlio del ministro mentre donava – tramite Cavallo – al rampollo un Rolex da 10 mila euro. Certo, non sarebbero gli oratori più indicati per parlare di povertà ma potrebbero spiegare come funzionano davvero le grandi opere. Tutti insieme potrebbe rievocare quel memorabile week-end del settembre 2013 in cui Perotti ospitò Cavallo e Lupi con consorte nella sua villa meravigliosa, resa celebre dallo spot delle calze con Julia Roberts, a Firenze. C’era anche il sottosegretario all’istruzione del Governo Renzi, Gabriele Toccafondi del Ncd. Lui al Meeting è stato invitato e potrebbe salire sul palco per una bella rimpatriata. Non potrebbe mancare in un dibattito su corruzione e grandi opere anche Ercole Incalza.

Il suo sarebbe un gran ritorno. Come dimenticare quel 23 agosto 2005, in cui Lupi a Rimini scolpiva nella storia del Meeting: “voglio ringraziare davanti a tutti una persona che ho incontrato in questi anni, un prezioso collaboratore del ministro Lunardi ma prezioso collaboratore di tutti noi. Volevo presentare e fare un applauso a Ercole Incalza che è, credo, una persona eccezionale e un patrimonio per il nostro Paese”. Può il Meeting dopo quella standing ovation dimenticare ilpadre della patria? Solo per il suo arresto o per quella casa comprata dal genero con il ‘metodo Scajola a sua insaputa’, un anno prima dell’ovazione, grazie agli assegni di Zampolini?

Insieme, Cavallo e Perotti potrebbero spiegare al Meeting perché, mentre erano intercettati, tentavano di convincere le maggiori imprese di costruzioni italiane (Astaldi, Pizzarotti, le coop rosse Cmc e Ccc e poi De Eccher, ecc..) a pagare a Inrete 5 mila euro a testa per partecipare a un incontro con tanto di cena finale al cospetto del ministro Lupi. Sul palco poi dovrebbe essere chiamata la vecchia gloria Roberto Formigoni. Al Meeting lui dovrebbe spiegare come si fa a farsi donare le vacanze ai tropici da Pierluigi Daccò per poi negare e infine ammettere anni dopo.

E come si fa a farsi donare i quadri antichi da una società della Regione, le Ferrovie Nord, per poi negare ancora. Il tutto senza arrossire. Peccato davvero che Vittadini non trovi spazio e per un dibattito così. Sarebbe l’occasione giusta per chiedere quanto ha pagato il gruppo La Cascina al Meeting per il grande stand dello scorso anno. Un altro ospite indicato per questo dibattito immaginario sarebbe il ras della Cascina, aderente alla Compagnia delle Opere, il braccio di Cl nel mondo degli affari, finito anche lui ai domiciliari nella seconda ondata di arresti di Mafia Capitale.

Si chiama Salvatore Menolascina e nel dicembre 2013 il presidente della CDO Bernard Scholz per contattarlo chiedeva al solito Cavallo il numero, mentre ‘Frank’ era intercettato. Chissà di cosa dovevano parlare. Sarebbe interessante se il numero uno della Cascina raccontasse la vera storia dell’assistenza degli immigrati in Italia magari spiegando i suoi rapporti con Luca Odevaine. Con Menolascina sul palco potrebbe salire un altro esperto del ramo, anche lui finito ai domiciliari a giugno nella seconda retata di mafia capitale: l’ex vicepresidente della Cascina Francesco Ferrara.

Potrebbero spiegare insieme perché una società del gruppo Cascina ha pagato 30 mila euro più Iva a Cavallo e un’altra 10 mila euro al mese a Odevaine nel 2013. E perché, su input di Cavallo, la Cascina pagava nel 2014 i 447 euro per un volo Milano-Bari della moglie di Maurizio Lupi. Infine potrebbero spiegare come ha fatto l’Ati guidata dalla Cascina ad aggiudicarsi – grazie a una commissione presieduta da Odevaine – l’appalto da 100 milioni di euro per il Centro rifugiati di Mineo offrendo un ribasso dell’uno per cento. Peccato che Vittadini domani non abbia tempo: alle 13 deve accogliere Renzi.

da Il Fatto Quotidiano del 24 agosto 2015