Silvio Berlusconi incita i suoi a “fare la rivoluzione” nel caso dovesse “finire in galera”. Promette nuove battaglie, da combattere insieme in Forza Italia che “non è da rottamare”. E lancia un nuovo progetto da realizzare senza “i politici di professione”: “Ai tutti va data un’altra possibilità, ‘una casa della speranza’ dove ci sono partiti, movimenti, professionisti che non vengono dalla politica. Insieme a questo diremo chiaro che proporremo 20 saggi che formeranno un governo di saggi e un programma che contiene quello di cui Italia ha bisogno”.

Ma alla prima conferenza nazionale degli amministratori locali Fi, organizzata da Marcello Fiori nell’auletta dei gruppi parlamentari di Montecitorio, Berlusconi apre i battenti con l’Italicum approvato dal Parlamento a maggio: “Questa legge elettorale subirà cambiamenti. Il sistema dei 100 capilista è ingiusto ci batteremo per sistema preferenze libero per tutti”. Poi l’ex premier parla a ruota libera toccando diversi punti. Primo su tutti: la “persecuzione” subita in questi anni. “Sarebbe facile per me andare da qualche altra parte, alcune volte ne ho avuto una voglia, ho un senso di responsabilità che mi frega e sono qui ad affrontare la sinistra ed i Pm. Ed io non avendo più nulla rischio di finire in galera e se questo dovesse accadere: Cristo io spero che facciate un minimo di rivoluzione…”, incita la platea ricordando l’ultimo “affronto” che ha dovuto subire: “Mi hanno tolto il vitalizio che davo in beneficenza. Ma dopo quello che ho fatto gli anni che sono stato al governo, togliermi il vitalizio è stato un vero affronto”.

Poi si sofferma sugli ultimi guai giudiziari che arrivano da Napoli con il processo sulla compravendita di senatori nel quale è stato condannato a tre anni: “Sono stato accusato 65 volte da pm sinistra di reati e sono stato sempre assolto. Ora la musica è cambiata nei collegi ci sono solo giudici di sinistra e si vede quello che è successo a Napoli: sia chiaro io do 200 milioni a chi dimostra che ho dato due milioni”. Con un salto nel passato, torna sulla sentenza Mediaset: “Sono stato fatto fuori con una sentenza infame che sarà ribaltata dalla Corte dell’uomo di Strasburgo. Quella sentenza è un obbrobrio che non ha diritto di cittadinanza, siamo in una democrazia sospesa”.

Ma ce n’è anche per i capi dello Stato che si sono succeduti negli ultimi anni: “I presidenti della Repubblica possono non farti governare e così è stato, abbiamo avuto capi dello Stato sempre conto di noi. Siamo sempre stati con 11 membri della Corte Costituzionale della sinistra che ci ha abrogato diverse leggi”. Soffermandosi sulla situazione politica attuale, il bersaglio principale dell’ex Cavaliere è il premier: “Renzi ha una maggioranza usurpata, oggi l’Italia è in una situazione di democrazia sospesa. L’ultimo governo davvero eletto è il nostro. L’Italia non conta nulla perché il premier è venuto fuori da giochi di palazzo e non dal consenso del popolo”.

Infine un passaggio sull’Europa: “Quando si guarda questa Ue si guarda ad una carenza di leadership da paura, l’Ue si è piegata alla Germania che segue i diktat Usa. Non siamo lontani dalle situazioni che produssero guerre nel 900. Speriamo di trovare nuovi leader europei che da quando sono andati via Blair, Aznar Chirac e il sottoscritto, non ci sono più”.