Il previsto collegamento scioviario tra Alagna Valsesia e Zermatt, che prevede l’infrastrutturazione dell’intatto vallone di Cime Bianche, vede la diffusione tra la popolazione locale di un questionario, redatto dai proponenti l’opera (Alplinks), il cui contenuto ora ritengo opportuno riportare con il mio modesto contro-questionario, tra parentesi.

Ritiene, alla luce di quanto contenuto nel progetto di collegamento che:
La creazione del terzo comprensorio sciistico al mondo sia un elemento importante per lo sviluppo futuro delle vallate coinvolte?
(“Le vallate coinvolte – che sono già ampiamente infrastrutturate e vivono già dei proventi dello sci di pista per buona parte dell’anno – debbano sacrificare allo sci di pista quel che resta di intatto del loro territorio?”)

Data la possibilità di utilizzo estivo dei nuovi impianti, vi possa essere un nuovo impulso alle attività di questa stagione?
(“Che sia salutare frequentare la montagna tutto l’anno con dei mezzi di risalita o non piuttosto con le proprie gambe, migliorando la propria salute fisica e psichica?”)

L’accesso a piste ed impianti a quote più elevate garantisca la possibilità di aperture anticipate ed allungamento della stagione?
(“Sia già sufficiente aprire gli impianti con neve finta a novembre e chiuderli a maggio, come attualmente avviene, caldo permettendo?”)

Le maggiori quote medie che si otterranno sull’intero comprensorio siano un elemento di maggior garanzia in relazione all’aumento della temperatura globale e il conseguente innalzamento della quota dell’innevamento naturale?
(“In considerazione del costante aumento delle temperature, abbia senso in futuro puntare esclusivamente sullo sci di pista? E’ a conoscenza dei costi energetici della neve finta?”)

I benefici sull’economia e sulle popolazioni siano tali da giustificare un investimento di circa 50 milioni di euro?
(“L’ambiente ed il paesaggio abbiano un prezzo? Quanto ritiene possa valere un vallone intatto in una regione ampiamente infrastrutturata come la vostra? Ritiene che se ci sono 50 milioni di euro da spendere, lo sci debba essere in testa nelle preferenze cui destinarli?”)

Sia una scelta giusta per favorire la clientela internazionale che rappresenta già oltre il 50% delle presenze?
(“Una clientela internazionale pari ad oltre il 50% delle presenze non sia già sufficiente? Non ritiene che la clientela italiana sia diminuita a causa dei costi eccessivi dello sci di pista?”)

L’estensione del comprensorio così come prospettato favorirà un turismo meno mordi e fuggi ma orientato alla permanenza di più giorni?
(“Il turismo in montagna nella stagione invernale debba essere improntato solo allo sci di pista? Lei è a conoscenza del numero degli appassionati di ciaspole e scialpinismo?”)

Si favoriranno investimenti in strutture turistiche e di servizi con conseguente aumento dell’occupazione e del benessere generale?
(“Un aumento del benessere deve necessariamente transitare attraverso il depauperamento dell’ambiente naturale? Ritiene che i posti di lavoro strettamente legati allo sci di pista siano qualificati?”)

Le scelte tecniche e lo studio eseguito forniscano sufficienti garanzie sul contenimento degli impatti ambientali?
(“Si deve scegliere di aumentare ancora l’impatto ambientale nella sua regione e non piuttosto lasciare spazi liberi e naturali per le future generazioni?”)

Tale opera deve essere realizzata?
(“Cosa ne penserebbe di un questionario che fosse indirizzato ad ottenere risposte che avallano una scelta già presa a monte?”)